Ah, come sarebbe bello il mondo senza noi uomini!

Ieri, colpevolmente, ci siamo lasciati sfuggire l’articolo dell’ambientalista Fabio Balocco apparso tra i blog del sito del Fatto quotidiano, intitolato emblematicamente “’Il mondo senza di noi’: un’utile consolazione”. Anche se in ritardo, vale la pena di ripescarne qualche stralcio qui per capire fino a che punto può spingersi la mente umana quando è in preda all’ideologia.

«Un considerevole aiuto negli ultimi anni mi è venuto dopo la lettura di un libro, e non è un libro di un ambientalista. Si tratta di Il mondo senza di noi di Alan Weisman».

«Weisman fa un gioco: prova a immaginare cosa accadrebbe alla terra se l’uomo improvvisamente scomparisse. (…) Quanto tempo impiegherebbe la terra a disfarsi dei suoi resti? Un esercizio intellettuale, ma supportato da dati scientifici che attestano che, anche se magari dopo tanto, tanto tempo, la terra riacquisterebbe un suo equilibrio».

«Io dopo la sua lettura sono cambiato. Non vedo più lo squarcio, la bruttura, vedo il dopo: quando l’uomo non ci sarà più e l’equilibrio tornerà. Questo mi consente di acquisire una certa distanza dalle cose e un effetto consolatorio. Un po’ come il saggio di Epicuro. Già, chissà cosa penserebbe il saggio dell’uomo di oggi?».

Fabio Balocco, ilfattoquotidiano.it

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