Messico. «Troppi rimpatri di emigrati con Obama»

tratto da Fides – «La città di Chihuahua è diventata l’altro percorso per i migranti, sia per i cittadini messicani, sia per chi viene da altri paesi del sud alla ricerca di nuove vie per attraversare il confine», ha detto sabato 4 febbraio Sua Ecc. Mons. Guillermo Ortiz Mondragón, vescovo di Cuautitlán, e responsabile della Conferenza episcopale messicana per la mobilità umana.

NODO ILLEGALITÀ. Il vescovo ha partecipato all’incontro della Pastorale della Mobilità Umana della Provincia di Chihuahua, insieme a vescovi, sacerdoti e laici delle città di Juárez, Chihuahua e Nuevo Casas Grandes. Il motto dell’incontro era “Camminando con i migranti secondo la fede”. Mons. Ortiz Mondragón ha sottolineato che la mobilità è un diritto: «Ognuno ha il diritto, come essere umano, ad avere una identità in ogni paese, noi siamo una sola umanità, ma quando si transita illegalmente, ci sono numerosi rischi come l’esposizione a gruppi criminali, e ciò diventa una situazione di sofferenza».

TROPPI RIMPATRI CON OBAMA. «Il tema della migrazione è diventato un problema, un qualcosa che non riusciamo a gestire, ne siamo sopraffatti, e questo riguarda ogni istituzione e ogni governo, non ho paura di dirlo, al contrario, dobbiamo affrontare la realtà, anche alla Chiesa stessa sta sfuggendo completamente». Nell’incontro, il tema più importante è stato quello dei rimpatriati. Al riguardo è stato fatto un chiarimento: con il presidente Obama sono stati rimpatriati molti emigrati, tantissimi, quasi la stessa quantità di cui si parla adesso con il governo di Donald Trump, quindi non è una novità, “la novità è che improvvisamente possono rientrare molti nello stesso tempo” ha concluso il Vescovo.

Foto Ansa

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