Maria è rimasta con me anche quando ho abbandonato la fede

La devozione di papa Francesco per la Madonna ha caratterizzato i primi mesi del suo pontificato. Maria è la garanzia che si è sulla buona strada: così dicono i santi e i teologi, e così mi dice l’esperienza personale. Quando avevo smesso ogni pratica religiosa il ricordo della Madonna non mi aveva mai lasciato. Ricordo che in un momento di pericolo mi venne spontaneo recitare un’Ave Maria e mi è rimasta la sensazione che Maria mi avesse salvato anche da pericoli di cui non mi ero accorto.

Da ragazzo prendevo amabilmente in giro mia zia che recitava il Rosario con mia cugina e, nel bel mezzo della preghiera, chiedeva: «Ninì, hai chiuso i polli?». Ninì rispondeva di sì e si riprendeva: «Santa Maria, Madre di Dio…». Quale fu la gioia di mia zia quando, compiuti i diciotto anni, le chiesi di aspettarmi la sera per dire il Rosario, sotto il cielo blu della notte calabrese mentre si apriva di fronte l’Orsa Maggiore.

Da allora la Madonna non mi ha abbandonato e il giorno in cui arrivo alla sera senza aver recitato il Rosario mi sembra un giorno storto. Se è davvero tardi mi limito a dire alcune Ave Maria e mi propongo di recitarlo bene il giorno dopo. Il Rosario mi piace se non altro perché la Madonna ha dimostrato tante volte di gradirlo ed è un modo di stare con Lei, mia madre, come un bambino sempre più piccolo man mano che passano gli anni. «Se non diventate come bambini non entrerete nel regno dei Cieli» (Mt, 18,3), ha detto Gesù e il conforto dei bambini è la loro mamma.

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