Macron chiama Putin all’insaputa di tutti. Questo sì che è “senso comunitario”

Emmanuel Macron
Il presidente francese Emmanuel Macron (foto Ansa)

Su Startmag Francesco Damato scrive: «La Meloni, pur cresciuta alla sua scuola, non è Fini».

Carlo Calenda, invece, cresciuto alla scuola di Luca Cordero di Montezemolo, è proprio come il suo maestro: cazzaro.

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Su Formiche Piero Ignazi dice: «La Meloni sta impostando i suoi interventi avendo come cardine la salvaguardia dell’interesse nazionale, in senso oppositivo a quello comunitario. Mi pare che in questo senso ci sia una forma di regressione verso posizioni sovraniste a tratti rischiose».

Nelle critiche all’europeismo della Meloni del tipo di quelle espresse da Ignazi e qui riportate, sconcerta la mancanza di riflessione critica: in questi mesi stiamo assistendo al fallimento dell’Europa di Angela Merkel e quindi della sua protetta Ursula von der Leyen, mentre emerge il politico che la “Kanzlerin” aveva silurato, cioè Manfred Weber. Si può ripetere le solite tiritere senza tener conto di questi fattori strategici decisivi?

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Su Huffington Post Italia Angela Mauro scrive: «Stavolta Emmanuel Macron ha agito proprio da solo. A Palazzo Chigi, l’alleato Mario Draghi è in uscita, in vista delle elezioni. Nel resto delle cancellerie europee, secondo quanto risulta a Huffpost, non sapevano dell’iniziativa del presidente francese di tentare un nuovo colloquio con Vladimir Putin proprio adesso che gli ucraini stanno costringendo i russi alla ritirata da alcune città dell’Est del paese».

Ma questo Macron che “fa tutto da solo” con Putin, senza neanche consultare quella stordita di Ursula, ha scelto una linea di condotta alla Meloni?

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Su Open si scrive: «Il Consiglio di sicurezza dell’Armenia ha deciso di chiedere aiuto alla Russia per l’aggravamento della situazione al confine con l’Azerbaigian. Lo rende noto il Consiglio dei ministri armeno, citato dall’agenzia russa Tass. “Abbiamo deciso di appellarci formalmente alla Federazione Russa al fine di attuare le disposizioni del Trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza. Ci sarà anche un appello all’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva (Otsc) e al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in relazione all’aggressione contro il nostro territorio sovrano”, ha annunciato il gabinetto armeno. Da stanotte i due paesi si accusano a vicenda per gli scontri al confine, che avrebbero provocato alcune vittime».

Mentre Recep Tayyip Erdoğan annuncia che arriverà di notte improvvisamente a regolare i conti con i greci nell’Egeo settentrionale e insieme già da oggi insegue curdi in Siria e in Iraq, gli azeri ricominciano il loro sport preferito, cioè aggredire gli armeni. Chissà se i cantori di un mondo ormai sereno e ordinato, disturbato solo da quel pazzo di Vladimir Putin (che, naturalmente, dalle sue non ha mancato di compiere imprese esecrabili), si rendono conto di quale caos sia alle porte del Pianeta, se non si cercheranno veri accordi di sicurezza, con annessi trattati, tra le grande potenze internazionali?

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