M5S, il videogioco della democrazia salafita

Mi sono fatto un lungo giro sul blog di Grillo per leggere le centinaia di commenti che completano ogni articolo e farmi così un’idea della base che sostiene il comico genovese. Come in ogni grande contenitore di umanità c’è di tutto: la brava persona e il fuori di testa, l’ingenuo e il cretino completo.

Tra le tante anime che popolano la piattaforma digitale c’è n’è una, però, che fa capolino con insistenza in ogni pagina, quella dei salafiti.

Si riconoscono perché aprono, o chiudono, il post con la canonica espressione di fede “Grillo u akbar”; invocano l’applicazione della sharia grillina contro gli infedeli con frasi da venerdì della collera: “fallo fuori!”, “gente così non merita di vivere”, “bisognerebbe tagliagli la testa”.

I salafiti a 5 stelle invocano il jihad verso chiunque dubiti delle parole del Profeta, lanciano la fatwa contro tutte le forme, anche timide, di dissenso; propongono grottesche leggi contro la blasfemia politica.

A leggere gli umori della Umma grillina c’è da aver paura, se questi se la prendono con me per queste righe mi tocca passare il resto della vita sotto scorta come Salman Rushdie.

Poi penso alle adunate oceaniche, di 40 persone, convocate dall’imam Beppe, guarda caso barbuto pure lui, dalle acque della Sardegna e mi par di capire che per questi tutto è solo un videogioco. Hai due vite (mandati) a disposizione, livelli da superare (meetup), mostri da sconfiggere (Favia), classifiche da scalare (benevolenza di Casaleggio)

Una volta che hai fatto il tuo record al videogioco della democrazia digital-salafita chiudi il computer e cominci a vivere. Speriamo.

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