Londra mette in mostra l’adorato Tiziano

Dopo la straordinaria acquisizione del capolavoro “Diana e Callisto”, la National Gallery di Londra inaugura la mostra “Titian’s first Masterpiece: The Flight into Egypt” che porta in primo piano, direttamente dall’Hermitage di San Pietroburgo, la prima commissione eseguita dal maestro veneziano.

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45 milioni di sterline è la somma che la National Gallery di Londra, insieme alla National Gallery of Scotland, è riuscita a raccogliere (senza intaccare fondi pubblici, ma attingendo “soltanto” a 25 milioni di sterline dal suo fondo straordinario, oltre al sostegno di donatori privati, di un ente di beneficenza e degli utili della lotteria) per aggiudicarsi il capolavoro rinascimentale Diana e Callisto di Tiziano Vecellio. Un investimento che, oltre a sfidare la crisi, ha consentito il ricongiungimento del dipinto con un’altra opera dello stesso maestro, Diana e Atteone, acquistata nel 2009 per 50 milioni di sterline (sempre attraverso la joint venture dei due musei). Visibili finalmente insieme per i prossimi 17 mesi alla National Gallery, le tele di puro spirito ovidiano ci raccontano due episodi mitologici relativi alla divinità della caccia: i suoi incontri con la ninfa Callisto e con il cacciatore Atteone. Realizzate per Filippo II di Spagna nel 1550 e concepite come un tutt’uno dal punto di vista compositivo (numerosi i rimandi di toni – il rosso della veste di una fanciulla nella prima e il tendaggio e il drappo su cui siede la dea nella seconda -, di gesti – il giovane con braccio levato sulla sinistra di entrambe le tele – e di simmetrie – il paesaggio di fondo e il corso d’acqua) le due composizioni, una volta lasciato il museo londinese, saranno esposte in un circuito di mostre pluriennali in Inghilterra e in Scozia.

Ma il trionfo di Tiziano non finisce qui. Inaugurata da poche settimane nella Sunley Room del prestigioso museo affacciato su Trafalgar Square e visibile fino al 19 agosto 2012, la mostra Titian’s first Masterpiece: The Flight into Egypt presenta un altro capolavoro del maestro veneziano gentilmente prestato dall’Hermitage di San Pietroburgo: la Fuga in Egitto (1509). Questa tela di grandi dimensioni (206×336 cm) non è altro che la prima commissione eseguita dall’ancora adolescente Tiziano per Andrea Loredan, un parente del Doge Loredan di cui la galleria possiede uno splendido ritratto eseguito da Giovanni Bellini. Circondata da una natura verdeggiante abitata da diverse specie di animali e piante e sotto il cielo blu, la Sacra Famiglia, accompagnata da un giovane che trascina il mulo – forse San Giovannino -, è descritta in viaggio verso l’Egitto come nel Vangelo di Matteo. Accanto a questa straordinaria protagonista di forte influenza giorgioniana, sono esposte altre venti creazioni di artisti contemporanei a Vecellio, come Sebastiano del Piombo, Giovanni Bellini e Albrecht Dürer che proprio a Venezia soggiornò per la seconda volta nei primi anni del Cinquecento.

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