L’iperrealtà satura di emozioni universali di Paolo Gotti

Scatti così belli da sembrare irreali, nati più che da un’attenzione pensata e studiata di equilibri, simmetrie, forme e colori, da un sapiente uso di programmi di montaggio. Ma quello che ci presenta il fotografo bolognese Paolo Gotti è, in realtà, tutto vero. Protagonista della retrospettiva il cui titolo, Visions, non potrebbe essere più azzeccato, questo cacciatore di immagini dalla forte formazione di architetto ci presenta, presso lo show-room ACF trading di Bologna, i suoi paesaggi incontaminati, i suoi spazi urbani indagati meticolosamente fino a farli sembrare quasi un miraggio.

Aperta fino al 28 febbraio 2013 la retrospettiva emiliana racconta un percorso che ha inizio dagli anni Settanta, una sorta di viaggio per immagini che trasmettono un’empatia emotiva paragonabile a quelle di un pittore iperrealista, in quanto – come aveva affermato Giorgio Celli, naturalista –  <<la realtà troppo reale, per uno strano circuito paradossale, sconfina nell’irreale e il fotografo è un artefice di miraggi>>. Le acque dei mari che cambiano colore con il passaggio delle nuvole, le curve anatomiche delle dune dei deserti e degli altopiani rocciosi, l’esaltazione dei cromatismi dei più diversi materiali danno, allora, il benvenuto a una miscellanea poetica di emozioni universali.

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