Leonardo Vitale, il mafioso che cercando il perdono trovò Dio

Non molti hanno il coraggio di cambiare idea, pochissimi hanno il coraggio di cambiare direzione. Oggi è il giorno di Leonardo Vitale, uomo d’onore. Il 2 dicembre 1984 si trova davanti alla Chiesa dei Capuccini a Palermo. Ha appena partecipato alla Santa Messa, come ogni domenica. Lo ammazzano lì, a colpi di pistola, davanti alla sua famiglia. E’ uscito dal carcere da appena due mesi. E’ una vendetta: Leonardo Vitale è stato uomo di mafia per quasi venti anni, poi ha cambiato idea. E direzione.

Il 30 marzo del 1973 si presenta in Questura spontaneamente, confessa i suoi crimini, tra cui la complicità in omicidi e sequestri di persona. Decine di pagine di deposizione raccontano i misfatti dei più potenti boss di Cosa Nostra, si fanno anche i nomi di Riina e Provenzano. Non è sufficiente. “Il fenomeno – racconta il giornalista Luigi Accattoli sul suo blog – è così nuovo che i giudici non gli credono, ma lo condannano per le sue autoaccuse”. L’esito è sconfortante: le persone da lui accusate vengono prosciolte, lui condannato e dichiarato infermo di mente. Le sue verità saranno riconosciute solo dopo la morte. “A differenza della Giustizia dello Stato – dirà Giovanni Falcone al maxiprocesso del 1986 – la mafia percepì l’importanza delle sue rivelazioni e lo punì inesorabilmente per aver violato la legge dell’omertà”.

In mezzo c’era stata una vera conversione, che significa, appunto, cambio di direzione. E’ la scoperta di Dio, non come pensiero, ma come bisogno concretissimo di perdono. Le sue lettere traboccano di “questo Dio buono e giusto, che è ancora disposto a perdonarci e metterci sotto la sua protezione, purché sinceramente pentiti dei nostri peccati”. Non è il Dio che consacra ciò che si vuole, compresa la mafia, né quello del Crocifisso ostentato che i mafiosi portano sul collo. E’ un Dio duro, che costringe a essere veri. Ma è un Dio che rende liberi: “Sento ogni giorno di più – scrive alla mamma – di andare acquisendo la mia libertà, quella libertà interiore che non ho mai conosciuta… Mamma io posso dire di essere rinato”.

L’Italia è piena di eroi antimafia: giudici, giornalisti e preti coraggio. Forse non è comodo ricordare che tra questi c’è anche un mafioso. Secondo me vale la pena farlo. La vita di Leonardo Vitale testimonia a tutti che cambiare direzione non è impossibile. Mai.

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