Le sculture dei grandi collezionisti alla Fondazione Roma

Padrini della nuova proposta espositiva della Fondazione Roma due famiglie di collezionisti, Zeri e Santarelli, che con le loro sceltissime sculture hanno creato una raccolta che spazia abilmente dai reperti archeologici alle produzioni settecentesche.

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Ci vuole una passione sfrenata per mettere insieme una cosi variegata e ricercata collezione di sculture come quelle della nuova mostra della Fondazione Roma. Intitolata Sculture dalle Collezioni Santarelli e Zeri, l’esposizione, dedicata a due grandi collezionisti – la famiglia Santarelli e il famoso critico d’arte Federico Zeri -, aprirà le sue porte a tutti gli appassionati di pietre e marmi dal prossimo 14 aprile nella centralissima via del Corso di Roma. La raccolta è, inutile a dirlo, completissima e fatta di pezzi sceltissimi che ricoprono un arco di tempo che va dai primi reperti archeologici alle sculture del Settecento, con un particolare interesse per i marmi colorati e quelli che raccontano la storia di Roma.


A fare gli onori di casa tra le opere piu belle, la cinquecentesca Andromeda di Pietro Bernini, il Torso femminile e testa di Dioniso in marmo bianco e porfido di uno scultore romano del II secolo d.c., la Divinità fluviale di uno scultore italiano del XVIII secolo e la Statua di Bacco, tornita e sensuale, di uno scultore del I secolo d.c.. Lasciati ai cultori i busti e i ritratti, come il Ritratto femminile del I secolo a.C., raggiungono i gusti del grande pubblico i piccoli gruppi, come La lotta di animali, l’Ercole fanciullo con il serpente del XVII secolo, e il Putto dormiente di Tommaso Fedeli che in porfido egiziano si accovaccia su un lettino marmoreo.

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