Le reazioni non lineari delle composizioni di Gioacchino Pontrelli

Secondo la teoria del comportamento emergente all’interno di una realtà intesa come sistema complesso, le leggi che governano le singole componenti vengono superate dalle relazioni non lineari che si stabiliscono tra loro, generando nuove proprietà nelle stesso sistema. È basandosi su questa teoria che Gioacchino Pontrelli (Salerno 1966), protagonista della mostra intitolata Comportamento Emergente, visibile dal prossimo 5 ottobre al 24 novembre 2012 alla Galleria OltreDimore di Bologna, dà vita alle proprie opere, quadri imponenti in cui le relazioni non lineari si formano tra immagini e non-immagini e tra l’oggettività della superficie dipinta, spazio reale e gli oggetti.

Sembrano un’installazione le sue composizioni che coniugano in un solo istante pittura e realtà, dove gli oggetti come i tavoli o le sculture enigmatiche si sommano agli elementi reali che li circondano addizionandosi alla realtà. È un concetto estetico complesso che sottende l’idea che la pittura – che ha una vocazione meta narrativa e tradizionalmente emotiva – possa divenire uno strumento di indagine utile alla comprensione non della realtà nel senso più vasto del termine, ma dell’ambiente limitato, o meglio delimitato, che ci circonda.

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