Le opere su lino di Luciano Ventrone

Una canestra di frutta così perfetta da sembrare quasi una fotografia, dove la buccia della mela comincia ad appassire e l’arancia, tagliata in due, a seccare, mentre l’uva sembra perdere nel momento in cui la guardiamo quella tonicità di frutto appena colto. E non si tratta neanche di un olio su tela dipinto con precisione ultrafiamminga e maxi lente d’ingrandimento quest’opera sui generis dal titolo I segni del tempo, creazione di Luciano Ventrone, uno dei maggiori esponenti dell’arte figurativa contemporanea. Protagonista della mostra Sui generi/s, che dal prossimo 29 novembre al 6 gennaio 2013 sarà visibile a Roma, sua città natale, presso il Casino dei Principi dei Musei di Villa Torlonia l’artista festeggia i suoi settant’anni presentando i suoi dipinti su lino e ci mostra il suo modo di operare prediligendo una tecnica antica con cui portare avanti una raffinata ricerca estetica nel nostro presente ipertecnologico.

Re-inventore dei vari generi – dalla natura morta, al paesaggio, al ritratto di figura, dagli en plein air alle abbaglianti marine – Ventrone «[…] esagera, perfeziona il reale, – come ha scritto Vittorio Sgarbi – anche nelle sue imperfezioni. E ci costringe a fare i conti con immagini che non ci avrebbero, al di fuori della sua interpretazione, interessato», come l’opera Inquietudine, che ci mostra un nudo di spalle di giovane donna altrimenti banalissimo.

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