Le cortecce di Janine Laurent Josi ci fanno indagare nel profondo delle cose

Se Italo Calvino afferma che è solo dopo aver indagato la superficie delle cose che ci si puo’ spingere a vedere cosa c’è sotto, precisando, peraltro, che la superficie delle cose è inesauribile, vuol dire che davvero questa vita e tutto ciò che quotidianamente ci circonda non lo riusciremo mai a capire fino in fondo? Un’ironica risposta prova a darcela Janine Laurent Josi, fotografa belga classe 1935, da sempre attratta dal mondo della natura e affascinata, in modo davvero originale, dalla bellezza delle cortecce degli alberi, dalla rigidezza di questa sorta di scudo che protegge la linfa vitale, come il nostro corpo fa della nostra anima.

Si intitola proprio Écorces la mostra fotografica che il prossimo 4 ottobre aprirà i battenti presso la nuova sede della tethys gallery fine art photography di Firenze (via dei Vellutini), dove resterà aperta fino al 31 ottobre 2013, dove il tessuto segnato dal tempo della rigida superficie degli alberi si trasfigura con forme e colori dalle più svariate caratteristiche. Il risultato è sorprendente e viene quasi da chiedersi: ma è natura o pittura?

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