Le correnti della scultura ottocentesca si raccontano al Palazzo Binelli di Carrara

Nell’elegante Palazzo Binelli di Carrara prende il via la mostra intitolata “D’Après Canova. L’800 a Carrara. L’Accademia e i suoi maestri”. Una selezione di ventisei gessi eseguiti dagli artisti che hanno diffuso il marmo di Carrara e il suo prestigio nel mondo

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

 Protagonisti dell’Ottocento scultoreo Antonio Canova, Lorenzo Bartolini, Bertel Thorvaldsen e molti altri seguaci della vetrina di tendenze e gusto rappresentata dall’Accademia di Carrara, hanno operato per tutto il corso diciassettesimo secolo fino agli anni ’30 del Novecento, lasciandoci una serie di splendide creazioni, tra bassorilievi, calchi e opere a tutto tondo. Ad aprire l’esposizione D’Après Canova. L’800 a Carrara . L’Accademia e i suoi maestri a Palazzo Binelli, è il ritratto di Letizia Ramolino Bonaparte, di Antonio Canova  – da lui stesso donata all’Accademia nel 1810 – con cui il maestro indica agli altri scultori carraresi il modello ideale da cui prendere spunto, raffigurante la protagonista nella veste idealizzata di Agrippina.

 

Seguono questa prima opera alcunesculture come Il Mercurio di Benedetto Cacciatori, Paride offerente, la Psiche e la Psiche svenuta di Pietro Tenerani, che contribuiscono a determinare sempre piu’ lo stile inconfondibile della Scuola di Carrara, Le Ore di Thorwaldsen, caratterizzate da una nuova connotazione psicologica e da un nuovo movimento che alleggerisce l’austerità compositiva tradizionale, per poi arrivare alle opere di Pietro Lazzerini e Carlo Nicoli in cui all’universo neoclassico si sostituisce l’imitazione dal vero.   

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •