Lance Armstrong e la vita che non si riavvolge

Adesso è chiaro e definitivo: Lance Armstrong era dopato quando, tra il 1999 e il 2005, ha vinto sette Tour de France. Sia cancellato dagli annali del ciclismo e restituisca tutte le maglie gialle indegnamente indossate. Giustizia è fatta.

Si fa per dire, perché la vita non si riavvolge come un nastro. La gioia per la vittoria mica la restituisci, i titoli dei giornali e la fama non li cambi, i soldi guadagnati te li tieni; del resto nemmeno si cancella la delusione degli sconfitti, l’occasione persa per una carriera diversa.

La vita non si riavvolge come un nastro. Basta questa semplice osservazione della realtà per far dire che nessuna giustizia è mai, fino in fondo, vera giustizia.

Ma tutti questi magistrati che sparpagliano carcerazioni preventive come coriandoli, che ne sanno più degli scienziati, che macellano pil, aziende e famiglie, che danno pene doppie di quelle richieste dall’accusa, loro lo sanno che la vita non si riavvolge?

E questi giornalisti che le sparano grosse peggio di bertoldo, che rovesciano governi e regioni, che infamano persone sulla base degli ordini del proprio re, loro lo sanno che la vita non si riavvolge come un nastro?

O forse è proprio perché lo sanno che agiscono così?

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