La wunderkammer del silenzio di Bernardino Luino

È una soggettiva dal punto di vista di «un romano sui Navigli, il che significa una luce calda raffreddata» (è cosi che Maurizio Fagiolo dell’Arco definì Bernardino Luino, pittore nato a Latina nel 1951 e vivente a Milano) quella intitolata La solitudine, il tempo, il silenzio, appena inaugurata presso il Centro di Promozione Culturale “Le Muse” di Andria (Ba). Protagoniste le opere che rappresentano i temi più cari all’artista all’artista – i paesaggi, gli interni, i nudi, le nature morte – che raccontano la veracité, la verità delle cose, l’essenza, la bellezza, la poesia, dove regna il mistero, il silenzio, la solitudine, l’ordine, il rigore, la disciplina, la precisione, quello che Stefano Crespi nel suo testo critico chiama l’exactitude.

Aperta fino al 31 maggio 2013, la retrospettiva si snoda come una sorta di Wunderkammer del silenzio, dove si dipana il mondo immaginativo dell’artista, ricco di «presenze senza presenza» – come ha detto Tassi – che nella tela racconta il rapporto con l’esterno, il vasto orizzonte dello spazio urbano e metropolitano, milanese e un pò americano, che per certi versi ricorda le stanze della riflessione dipinte da Hopper.

 

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