Google+

La visita di Giovanni Paolo II in Polonia raccontata dai “rossi”

giugno 26, 2017 Angelo Bonaguro

L’Istituto polacco per la memoria nazionale ha aperto un sito dedicato alla visita di Giovanni Paolo II in Polonia nel 1987, che presenta materiali d’archivio, audio, foto e video raccolti dalla sicurezza di Stato (SB). Furono giorni intensissimi e memorabili quelli passati in patria dall’8 al 14 giugno, ultimo pellegrinaggio prima del dissolvimento del regime comunista, durante i quali il papa zigzagò visitando l’intero paese: Varsavia, Lublino, Tarnów, Cracovia, Stettino, le città sul Baltico, Częstochowa, Łódź.

Da un lato – scrive Marek Dąbrowski, coordinatore del portale, – la visita era attesa dal governo Jaruzelski con la speranza che avrebbe potuto placare le tensioni socio-politiche e far fare «bella figura» a livello internazionale nonostante la crisi economica; dall’altro c’era però il timore che si svolgessero manifestazioni antigovernative «in diretta». Il programma prevedeva infatti tappe a rischio dal punto di vista del regime: la visita alle «Tre città» sul Baltico, culla di Solidarność, il momento di preghiera sulla tomba di padre Popiełuszko a Varsavia, e la canonizzazione di Karolina Kózka, la «Maria Goretti polacca» uccisa da un soldato russo.

Il problema delle autorità comuniste non era solo (o tanto) quello di garantire la sicurezza del papa, quanto di neutralizzare eventuali «elementi ostili». Inoltre, da un documento del marzo 1987, troviamo espressa la preoccupazione del Partito di perdere il ruolo guida, dato che le iniziative della Chiesa avrebbero potuto «rafforzarla» trasformandola nella «forza politico-sociale dominante», tanto peggio se appoggiata da elementi antisocialisti.

I materiali consultabili sul sito si possono dividere cronologicamente in tre gruppi: i documenti preparatori (contatti tra il ministero degli interni e le autorità religiose, declassificati recentemente), la documentazione raccolta durante la visita (la mole di materiali dell’operazione denominata «Zorza II», che doveva garantire la sicurezza dell’ospite e al contempo svolgere opera di prevenzione contro elementi «ostili»), e infine le analisi del viaggio compilate dalle varie istituzioni statali coinvolte in «Zorza II». Le foto e i video dell’SB, più che riprendere il Papa, servivano a registrare i «contenuti illegali» degli striscioni e ad immortalare i pellegrini «sospetti» per poterli identificare.

Prendiamo ad esempio il video registrato dall’SB a Częstochowa; è un fiorire di manifesti che inneggiano al sindacato Solidarność, impastati di dottrina sociale «alla polacca»: «O Maria, conduci noi e i nostri figli attraverso il “mar Rosso” dell’ipocrisia, della menzogna, dell’ateismo».
A Danzica non poteva certo mancare una vera e propria manifestazione, altrimenti che figura ci facevano? Gliel’aveva detto anche il papa: «Qui, sulla riva del Baltico, anch’io pronuncio questa parola, questo nome solidarietà, perché essa appartiene al costante messaggio della dottrina sociale della Chiesa». Così abbiamo le riprese della messa celebrata a Danzica-Zaspa il 12 giugno e soprattutto la manifestazione pacifica di Solidarność (dal 30′ minuto) al termine della messa e aperta da uno striscione gigantesco.

In uno dei filmati registrati a Cracovia invece troviamo un fatto interessante che richiama episodi simili quanto accaduti durante il Majdan ucraino: accompagnato dai commenti cinici degli operatori dell’SB, si vede (dal terzo minuto) il maldestro tentativo di un gruppo di poliziotti che in mezzo alla gente cercano di fermare un giovanotto, e solo l’intervento di due sacerdoti risolve una situazione che avrebbe potuto degenerare.
Ma il video più toccante è sicuramente quello della preghiera del papa a Danzica, inginocchiato nel silenzio della piazza, davanti alle tre croci che ricordano gli operai morti durante gli scontri del 1970. Dobbiamo ringraziare gli agenti dell’SB per le riprese: qualcosa è sfuggito di mano all’operatore o chissà, forse era uno di quei comunisti polacchi «simili ai rapanelli, rossi fuori ma bianchi dentro», come diceva Wałęsa…

Tra le riproduzioni dei documenti cartacei c’è la nota inviata dal Comitato centrale del Partito comunista sovietico al ministro degli interni polacco, generale Kiszczak, in cui Mosca si lamentava perché il papa avrebbe canonizzato la summenzionata Karolina Kózka. Alla nota fu allegato il testo dell’omelia del pontefice – privilegio concesso non a tutti i fedeli – e una breve scheda biografica della nuova santa, morta a 17 anni nell’ottobre 1914 «difendendo il proprio onore» contro l’esercito… zarista, non sovietico!

L’SB di Varsavia ci ha lasciato qualche dato sul bilancio dell’operazione: veniamo a sapere che negli ultimi due giorni del pellegrinaggio papale furono impegnati 25.300 uomini. Al contempo le autorità, che ufficialmente dovevano essere se non atee almeno indifferenti, erano seriamente preoccupate per «un’antica consuetudine della Chiesa: la preghiera di un papa presso la tomba di un defunto ne autorizzerebbe automaticamente la beatificazione». Lo sconforto socialista era comprensibile: si erano sbarazzati del vescovo Wojtyła inviandolo a Roma, ma era diventato papa. Avevano eliminato padre Popiełuszko, ma ora rischiava di diventare ipso facto un martire per la fede…

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
Banco alimentare

Tempi Motori – a cura di Red Live

Sapete che il 60% delle V7 III, al momento dell’acquisto, sono richieste con almeno un accessorio montato (con prenza per quelli di ispirazione Scrambler o Dark)? Di più: per la sola V7 esistono a catalogo 200 parti speciali – fra queste ci sono ben 8 selle – mentre, se consideriamo tutti i modelli Moto Guzzi, […]

L'articolo Prova Moto Guzzi V7 III Rough, Milano e Carbon proviene da RED Live.

SCS, ovvero come ti rivoluziono il concetto di frizione. Anche MV Agusta debutta nel segmento delle trasmissioni “evolute” e lo fa con un sistema leggero e versatile. Sarà questo il futuro del cambio?

L'articolo Prova Mv Agusta Turismo Veloce Lusso SCS <br> addio frizione proviene da RED Live.

Il Biscione di Arese trova da sempre il suo habitat naturale tra i boschi del Nürburgring. È dal 1932 che le Alfa Romeo hanno un feeling particolare con i 20,832 chilometri di saliscendi dell’Inferno Verde tedesco, da quando cioè le Gran Premio Tipo B di Caracciola, Nuvolari e Borzacchini monopolizzarono un podio divenuto nel tempo […]

L'articolo Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio NRING proviene da RED Live.

I circa 21 km della Nordschleife percorsi dalla super SUV ceca in poco più di 9 minuti. Con una veterana dell'Inferno Verde al volante: Sabine Schmitz

L'articolo Skoda Kodiaq RS, la SUV a 7 posti più veloce del Nürburgring proviene da RED Live.

ECCO I MIGLIORI CASCHI DA BAMBINO La legge parla chiaro: fino al raggiungimento dei 5 anni di età, i bambini non possono essere trasportati su un mezzo a due ruote. C’è di più: oltre all’età, la piccola creatura deve avere le caratteristiche fisiche necessarie (deve arrivare con i piedi alle pedane) e soprattutto indossare attrezzatura […]

L'articolo I migliori caschi da bambino proviene da RED Live.