La tragedia greca di Report e una domanda a cui è difficile rispondere

Diciamo la verità, la puntata di Report sul cosiddetto sistema Lombardia è stata una delusione. I giornalisti della Gabanelli hanno alzato un gran polverone anti-ciellino senza però mettere in luce un solo fatto. Sospetti, allusioni, domande faziose e niente più. Pur di dare concretezza al fumus sono andati a ripescare la vecchia storia di Oil for Food, già abbondantemente indagata e chiarita, ripartendo dai sospetti come se fosse cosa dell’altro ieri ancora tutta da decifrare.

Diciamo la verità, anche altri non ci hanno fatto una gran figura. Tra parolacce strafottenti e la gaia imbecillità di furetti complici abbiamo messo in campo una galleria sconfortante di renitenti alla leva, algidi martiri che benedicono i leoni che li stanno per sbranare e distributori di biscottini della verità.

Io non so niente di fondazioni lussemburghesi e sono propenso a credere che non ci sia niente di illegale e ancor meno niente di male. A parte questo, però c’è una domanda che mi martella dall’altra sera.

Com’è possibile che noi, così capaci di dare risposte imponenti alle domande dell’uomo, non si sia capaci di dare una risposta decente a un giornalista fazioso? Sappiamo rispondere con il Banco Alimentare, con il Meeting di Rimini, con Avsi, con i Centri di Solidarietà, con un mare di opere educative e sociali e non sappiamo rispondere a un furbetto da audience.

Pare quasi l’impianto di una tragedia greca. Chi ha avuto il dono della Risposta e delle risposte non riesce a rispondere. Vi verrà da ridere ma anch’io non ho una risposta a questo paradosso. Proprio qui sta il bello delle tragedie greche.

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