La storiaccia del mio letto

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Probabilmente sorriderete quando vi racconterò quello che mi è successo ma vi invito a riflettere.

Tutto è successo il giorno della semifinale play off della Dinamo contro Milano di gara 6. La mattina, come al solito, sveglia presto prima che Immacolata vada a scuola e riesca a sistemarmi di tutto punto. A un certo punto il letto che andava un po’ abbassato si è impuntato e non ne voleva sapere di andare giù, andava solo su. Io iniziavo a raggiungere una posizione a libro semi-chiuso ma ancora reggevo! Abbiamo chiamato subito Fabrizio, il marito di mia nipote, bravissimo elettrotecnico e nel frattempo Immacolata è andata a scuola dicendo di tenerla aggiornata. Fabrizio è venuto con mia nipote Daniela e la piccola Sara (3 anni) che ha subito capito che qualcosa non andava. Per rendersi anche lei subito operativa si è fatta dare un paio di guanti, si è seduta in poltrona osservando il padre e chiedendo a Daniela, sua mamma, cosa stava facendo il papà. Pensavamo fosse dal telecomando come già era successo un’altra volta ma sbagliavamo.

Da premettere che il mio letto avrà circa 30 anni, con la conseguenza che nel frattempo la ditta è fallita e non esiste assistenza… Un disastro.

Io, nel frattempo, stavo male in quella posizione ma sapete cosa pensavo? Che piegata a libro non potevano né vestirmi né mettermi il piccolo telo sotto per trasportarmi in carrozzina. Sì, è folle… non pensavo che stavo da cani in quella posizione ma a come sarei potuta andare al palazzetto per vedere la mia Dinamo.

Fabrizio ha controllato il telecomando e ha detto che non dipendeva da quello ma dal motore del letto.

Terrore! Ha aggiunto che con me sul letto non si azzardava a fare niente… Eh, anche “guasta” mi vogliono bene! Intanto mia nipote Daniela ha pensato che fosse meglio telefonare a scuola per dire che avevamo bisogno di parlare con Immacolata. A Immacolata, come le hanno detto che la cercavano da casa, le è preso un colpo. Ma appena Daniela ha parlato con lei, Immacolata ha iniziato a coordinare i soccorsi per telefono. Ci ha detto di chiamare Ica che ci avrebbe detto cosa fare.

Ica ha suggerito di chiamare la ditta che si era aggiudicata l’assistenza dei macchinari dell’ospedale e delle domiciliari… Risposta: noi non ripariamo letti! E allora che si fa? Abbiamo dato carta bianca a Fabrizio che avrebbe agito manualmente sul meccanismo del letto, molto cautamente visto che io ero sopra, avrebbe disteso lo schienale del letto e dopo avermi trasferito in carrozzina lo avrebbe aggiustato. Nel frattempo è venuta Ica per assicurarsi della mia incolumità, e visto che la ditta appaltatrice non aggiustava i letti, ha avvisato il mio rianimatore in modo da avvisare chi di dovere per l’acquisto di un nuovo letto. Beh era ora visto che il mio letto, di decima mano, andasse a riposo dopo un onorato servizio.

Direte, finalmente Susanna col letto nuovo! SBAGLIATE e poi vi racconterò!

Intanto la piccola Sara, armata di guanti che le stavano 30 volte, era operativa in caso Fabrizio avesse bisogno del suo aiuto.

Riparato il letto, è toccato alla mia assistente Piera fare da cavia per provare la funzionalità del letto. Fabrizio la mandava: su, giù, lo schienale, le gambe, insomma… volava sul mio letto! Appena appurato che il letto non si bloccava ho potuto riprenderne “possesso”.

Anche stavolta era andata ma aspettavo il nuovo letto e la dottoressa che aveva fatto l’ordine aveva detto a Immacolata: “Abbiamo ordinato il letto migliore e quello adatto per Susanna”. Voi ci credete? Beh, non iniziate a ridere! Dopo circa 20 giorni è arrivato il letto e, sorpresa delle sorprese, avete presente un bidone? Dopo che l’hanno montato ho voluto vedere i movimenti del letto… Molto importante per chi ci deve stare 24 ore su 24 e, come me, da 11 anni, fissa, inchiodata su quel letto senza possibilità di sistemarti se per caso sei scomodo… Non ti puoi muovere! Anche se gli operai avevano fretta ho chiesto molto gentilmente (beh conoscete il mio savoir-faire) di farmi vedere il movimento dell’alzata delle gambe e…

ORRORE! Le gambe, dalle ginocchia in giù, rimanevano proprio in giù… Mi è salito subito il fumo alla testa! Scherziamo? Ma se questo è “il meglio” cosa è il peggio? Un giaciglio sui chiodi? Abbiamo aspettato circa 10 giorni prima che la dottoressa che ha ordinato il “monumento ai caduti” venisse a fare il collaudo e appena è entrata le ho detto che avevo da dirle due cosette. Ha fatto muovere il letto varie volte e l’ha pure filmato.

Addirittura si è preoccupata della lentezza e non delle posizioni di gambe e schiena! E soprattutto non della schifezza acquistata! Prima di comprare qualsiasi letto dovrebbero appurare le posizioni di schiena e gambe.

Quando ha finito, nonostante avesse parecchia fretta, le ho detto ciò che pensavo e conoscete bene la mia diplomazia, ma dovevo dire la mia!

Io dico che per comprare una schifezza del genere e buttare soldi potevano dire: ti diamo la possibilità di andare nei reparti dismessi nei quali ci sono i vecchi letti, scegline uno e portalo a casa; oppure dirmi di andare in altri locali della Asl, dove c’è un camerone pieno di tutto e di più, per vedere se c’era qualcosa che faceva al mio caso. Potevano anche chiedermi se volevo aggiungere qualche soldo per comprare un letto appena decente, oppure potevano dirmi a chiare lettere: COMPRATELO!

Mi chiedo: la ASL voleva dimostrare alla Regione quanto è brava a risparmiare sui malati comprando schifezze inservibili? Hanno buttato circa 850 euro per niente, e questo lo devono prima di tutto spiegare a me che non potrò usare quel letto, ai cittadini e… a chi di dovere!

Forse questi signori non mi conoscevano… Adesso impareranno a conoscermi… Io non sto zitta a subire, io urlo a gran voce nonostante sia “muta” e chi ha sbagliato deve pagare. Ricordo a tutti che i malati non sono “spazzatura” da lanciare per strada… Beh, anche noi pretendiamo la nostra “discarica”, ma che abbia le sue comodità!

Beh, stavolta non l’avrei fatta passare liscia (come al solito direte voi) e quella dottoressa deve averlo capito dal mio discorso molto “diplomatico”, ma non avrei mollato la presa.

Per ora il “monumento ai caduti” è nella mia camera ma lo farò portare in cantina in attesa delle “indagini” della dottoressa che prima di andare via mi ha “rassicurato” che avrebbe chiesto alla ditta di rimediare agli inconvenienti. Ma credo sarebbe stato più onesto se mi avesse detto: “Scusaci per la schifezza che ti abbiamo dato, arrangiati! Qualche giorno dopo (parliamo del mese di giugno) ha chiamato uno degli operai che avevano montato il letto per dire che sarebbe venuto in mattinata per vedere cosa si poteva fare e…

AMICI, LA STORIA NON È FINITA…

A metà novembre è venuto un ingegnere della ASL insieme a un tecnico per verificare la funzionalità del letto e vedere se era adatto a questa “malata di sla” che non protesta per niente quando qualcosa non va. L’ingegnere e il tecnico sono entrati gentilmente nella mia camera e io non aspettavo altro che raccontargli la storia del letto “incriminato”. Io e Immacolata abbiamo raccontato tutta la storia a questo ingegnere molto gentile e disponibile e gli abbiamo anche detto che stavamo ancora aspettando l’operaio che doveva modificare il letto e vedere se si poteva adattare. Infatti l’operaio ci aveva detto che sarebbe venuto il giorno (a giugno!) all’una e mezza.

Peccato che non abbia specificato di quale anno… Beh, lo stiamo ancora aspettando!

L’ingegnere iniziava ad essere inorridito e non vi dico cosa ci ha suggerito e a quel punto! È andato in cantina (il letto nel frattempo lo avevamo fatto portare lì) a visionare il letto e, una volta visto, ha detto che non andava affatto bene per me e che avrebbe fatto una “relazionaccia”.

Beh, il letto dopo aver sostato per due mesi nella mia camera come monumento ai caduti, visto che ingombrava, l’abbiamo fatto smontare e portare in cantina. Aspetto fiduciosa la relazione dell’ingegnere prima di fare casino… (scusate il francesismo)!

Ma come si permettono a prendere a schiaffi in faccia i malati, convinti che non serviamo a niente?

Comunque per me… NON FINISCE QUI!

bacioni,

Susanna


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