La natura morta trionfa alla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona

Hayez, Segantini, Previati e Pellizza da Volpedo sono i protagonisti della mostra La meraviglia della natura morta. 1830-1910 Dall’Accademia ai maestri del Divisionismo. Fiori, frutti, animali e oggetti che raccontano come la natura morta abbia cambiato il gusto del collezionismo ottocentesco

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Hayez, Segantini, Inganni, Longoni, Pellizza, Previati, sono solo alcuni dei protagonisti della mostra La meraviglia della natura morta. 1830-1910 Dall’Accademia ai maestri del Divisionismo che da domani verrà ospitata negli Spazi espositivi della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona. Esaustiva sin dal titolo, l’esposizione presenta al pubblico una ricca raccolta di capolavori dei più importanti artisti italiani dell’Ottocento che si sono dedicati al genere della natura morta, con 17 opere in prestito dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano GAM, di cui 16 restaurate per l’occasione. Nata da una riflessione sul rapporto tra il gusto per il genere, le Accademie delle Belle Arti e la nuova committenza borghese, la rassegna ripercorre la produzione artistica dell’Italia settentrionale partendo dal terzo decennio dell‘Ottocento. Ecco che iniziano a comparire fiori, cibi, frutti, animali e oggetti che sembrano quasi venir fuori dai dipinti, tanta è la qualità della pittura e la suggestione dei colori.

 

Si passa dai dipinti di Hayez e Induino nell’ambito milanese, alla pittura di animali bresciana di Inganni, alle decorazioni floreali di Scrosati dell’Accademia di Brera, fino alle vivaci composizioni – per colori e soggetti – degli artisti della “nuova scuola lombarda“, nata tra Brera e l’Accademia di Carrara di Bergamo. Non mancano le opere dei maestri del naturalismo Carcano, Gignous, Barbaglia e Tallone e dei più giovani Previati, Segantini, Longoni e Pellizza da Volpedo, che daranno poi vita alla rivoluzione divisionista del decennio successivo. Grazie al lavoro di tutti questi artisti, il genere della natura morta incontra un rinnovamento in quanto, da particolare all’interno di una scena di genere o di un ritratto, assurge a soggetto unico del dipinto, invadendo tutti gli spazi di fiori e frutti, a volte acerbi, altre maturi, scontrandosi con la più rassicurante fissità e aprendosi al più assordante realismo. La mostra saeà visibile fino al 19 febbraio 2012.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •