La Cina è «pronta a invadere Taiwan»: storico incontro dopo 60 anni tra due alti funzionari a Nanchino

Per la prima volta in 60 anni, due alti funzionari di Cina e Taiwan si incontreranno. Secondo le ultime notizie, Wang Yu-chi, capo taiwanese del Consiglio per gli affari continentali, incontrerà il prossimo 11 febbraio a Nanchino Zhang Zhijun, capo dell’Ufficio cinese per gli affari di Taiwan.

PERCHÉ A NANCHINO. Il luogo dell’incontro è significativo dal momento che Nanchino è stata la capitale della Repubblica di Cina del governo nazionalista di Chiang Kai-shek, che nel 1949 fu costretto a fuggire a Taiwan dai comunisti di Mao Tse-tung. Il partito comunista cinese considera da allora Taiwan come una sua provincia, tanto da chiamarla “separatista”.

TABÙ RIUNIFICAZIONE. Nel 2008 con il presidente taiwanese Ma Ying-jeou i rapporti tra i due paesi sono migliorati in modo clamoroso e nel 2010 è stato firmato uno storico patto commerciale che ha portato Pechino a diventare di gran lunga il principale partner economico di Taipei. Durante l’incontro, è stato annunciato, si parlerà solo ed esclusivamente di economia, l’argomento politico e la parola «riunificazione» sono tabù, ma è chiaro che servirà a migliorare «i futuri rapporti attraverso lo Stretto».

CINA PRONTA ALL’INVASIONE. La Cina non ha mai negato di essere pronta a riprendersi Taiwan anche con la forza, se necessario, e il nuovo presidente comunista Xi Jinping ha dichiarato a ottobre che colloqui politici non potranno essere evitati per sempre. La Cina, del resto, ha sempre puntati verso “l’altra Cina” 1.600 missili e secondo il rapporto annuale della Difesa 2013 di Taiwan «nel 2020 Pechino sarà pronta a invaderci».
L’incontro del prossimo febbraio potrebbe essere il primo clamoroso passo per una futura riunificazione, che secondo il presidente Ma non potrà mai avvenire senza l’approvazione esplicita del popolo taiwanese tramite referendum. Cina permettendo.

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