L’immagine in movimento della videoarte cinese

Dal primo video realizzato da Zhang Peili a una delle ultime produzioni di Yang Fudong, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato racconta la nascita di questa nuova forma d’espressione cinese.

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È giovane ed impregnata di quella forza e sfacciata disinvoltura tipica delle nuove forme d’espressione del panorama artistico contemporaneo: si tratta della videoarte cinese, un fenomeno nuovo in Oriente e una tipologia creativa che ha visto la sua fioritura solo nell’ultimo venticinquennio. Prescelta da una schiera di intraprendenti artisti come Lu Yang, Chen Zhou e Wang Sishun, questa futuristica forma artistica mette insieme l’affermazione dei nuovi media – tra animazione e digital art – e la naturale e tipica inclinazione del mondo orientale verso la poesia. Ma non c’e bisogno di andare in Cina per ammirare questa virtuosa fusione. Dal prossimo 22 aprile e fino al 29 luglio 2012, infatti, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di in collaborazione con il Minsheng Art Museum di Shanghai ospiterà una grande mostra dal titolo Moving Image in China 1988 – 2011.

La retrospettiva, suddivisa in quattro sezioni (1988 – 1993: Critica dei media e riflessione biopolitica; 1994 – 1999: L’analisi grammaticale e la formazione del video; 2000 – 2005: Coscienza, poetica e sensibilità nella pratica dei nuovi media; 2006 – 2011 Limiti: l’immagine in movimento si diversifica), ripercorrerà per intero lo sviluppo della videoarte cinese dalla fine degli anni 80, quando anche in Cina la televisione diventa il mezzo più popolare, trasformandosi velocemente nella fonte principale di intrattenimento, a oggi, con il trionfo della tecnologia. Tra le opere spiccano 30×30 di Zhang Peili (il primo video della storia dell’arte cinese) scelta come apertura e The Nightman Cometh (2011) di Yang Fudong, raffinatissimo e poetico “frame” in bianco e nero dove una bellissima figura femminile che si volta a guardarci dando le spalle per un istante ad uno sfondo su cui cadono delicati fiocchi di neve.

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