Keith Haring ospite della Reggia di Caserta

Di Keith Haring c’è n’è uno solo. Un artista diventato quasi un brand, grazie ai suoi murales che hanno spopolato nella New York degli anni Ottanta e gli hanno consentito di passare alla storia come il maestro dei graffiti per eccellenza. Assente per un breve periodo dallo scenario espositivo italiano, l’artista statunitense dalla fresca immaginazione metropolitana fa ritorno nel Bel Paese all’interno della retrospettiva Keith Haring. Il murale di Milwaukee, visibile fino al 4 novembre 2012 nell’incantevole cornice della Reggia di Caserta, nella Sala dei Porti, luogo che sancisce un binomio fortunato di tradizione e ultramodernità.

Protagonista della mostra casertana è il Murale di Milwaukee, una delle opere più note dell’artista. Lunga trenta metri e alta due metri e mezzo, è costituita da 24 pannelli in legno realizzati nell’aprile del 1983 quando, invitato dall’Università Marquette di Milwaukee, Haring la realizza sul luogo in cui sarebbe sorto il nuovo museo Haggerty. Il soggetto del murale è una sequenza ininterrotta di bambini a quattro zampe e di cani che abbaiano, immagini tra le più amate e riconoscibili che l’artista, all’inizio della sua carriera, scelse addirittura come firma. Accanto a queste, svettano le celebri icone della sua arte, dal televisore con le ali, all’uomo con la testa di serpente, alla faccia con tre occhi che fa la linguaccia. Ad arricchire il percorso, una raccolta di fotografie e un video che documentano le fasi della realizzazione del murale e i disegni fatti per l’occasione.

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