Intervista – La via crucis di Michelangelo Galliani a Palermo

Fino al prossimo 15 maggio l’artista Michelangelo Galliani (1975, Montecchio Emilia), che qui risponde alle domande di Tempi, e le sue opere sono protagoniste della mostra intitolata Oratorio dell’inganno, ospitata presso lo spazio Giuseppe Veniero di Palermo.

Non Solo Marmo 2Ci sono degli avvenimenti, come il trafugamento della Natività con i santi Francesco e Lorenzo di Caravaggio avvenuto nel 1969 presso l’Oratorio di San Lorenzo di Palermo che ci fanno inorridire e rabbrividire. Non solo perché quell’opera non la potremo ammirare più, ma perché non riusciamo a sopportare che simile violenza venga subita dalla purezza del bello dell’arte. In che modo è scattata la scintilla che ha dato il via alla mostra che inaugurerà presso lo spazio Veniero, accanto all’Oratorio, con il quale condivide una certa aura sacra?

Qualche tempo fa mi sono trovato proprio in quell’oratorio e non ho potuto trattenere l’emozione nel vedere quel brano di stucchi meraviglioso e imperdibile del Serpotta. Un’emozione amara vista la mancanza della celebre pala del Caravaggio. La scintilla è nata da quel ricordo, dallo spazio della Veniero art Project  e da alcune opere sulle quali stavo lavorando. Tabernacolo pagano in particolare.

Non Solo Marmo 2C’è un’opera che in particolare omaggia l’opera di Caravaggio perduta?

Il Tabernacolo Pagano. E’ un’opera misteriosa che fa della luce la chiave di lettura. Si svela lentamente dall’ombra del piombo il corpo, la reliquia, conservata nella camera oscura contemporanea.

In che modo lo spazio della galleria accolglie le sculture? Come è stato realizzato l’allestimento?

Lo spazio della Veniero art Project ha caratterizzato l’allestimento. Ho voluto inserire le mie opere come se si trovassero davvero in una cappella feriale di una cattedrale. E’ una spazio piccolo, al centro il Tabernacolo appunto, sulla parete di fondo un’opera grande a parete, una pala d’altare e ai lati alcune piccole opere appositamente realizzate per la mostra, come una piccola via crucis.

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