Intervista – Denis Curti presenta Still, nuovo spazio polivalente dedicato alla fotografia

Nato a settembre, promosso e coordinato da Denis Curti, STILL è uno spazio milanese per sviluppare progetti legati al mondo delle immagini e della fotografia. Vicino al mondo universitario e creativo, lo spazio ospiterà a breve due maestri della fotografia, Carnisio e Galimberti, dal 10 dicembre, con la mostra Damatrà, e successivamente Carla Sedini. Abbiamo chiesto a Curti di raccontarci qualcosa in più.

Virgilio Carnisio, Milano corte a ringhera, 1969
Virgilio Carnisio, Milano corte a ringhera, 1969

Oltre alla polivalenza e al focus sul mondo della fotografia, quali sono le peculiarità di Still?

Still nasce come uno spazio aperto e desideroso di costruire un dialogo con il territorio, senza tralasciare le relazioni nazionali e internazionali con festival e centri internazionali di fotografia. Oltre alle mostre, ai corsi e ai workshop, Still ospita presentazioni di libri, piccoli convegni e giornate di studio. Insomma, un piccolo laboratorio dedicato alla cultura delle immagini. E’ qui a Still che nascono i progetti espositivi per la casa dei TRE OCI a Venezia ed è sempre qui che vengono progettate le residenze per il festival di fotografia di Capri o le attività di PICC, un’organizzazione nata per promuovere la fotografia italiana all’estero attraverso mostre e relazioni con gallerie straniere. E’ qui a Still che abbiamo organizzato l’asta di fotografia a scopo benefico per Comunità Nuova di Don Gino Rigoldi.

Avete già ospitato Carlo Carletti e i suoi scatti che immortalano il giorno più romantico nella vita di una coppia. E andate avanti con un omaggio a Milano, che non è solo Duomo e Madonnina, ma scorci e contemporaneità. Come si delinea allora il contributo di Carnisio e Sedini, prossimi protagonisti?

Maurizio Galimberti, VelascaRevelation
Maurizio Galimberti, VelascaRevelation

L’idea progettuale di Still è quella di dedicare una serie di mostre a Milano. Virgilio Carnisio racconta di una Milano che non esiste più. O meglio, continua a vivere, per fortuna, nelle sue fotografie. Carnisio ha costruito un corpus su Milano davvero unico: dagli anni 60 agli anni 80. Le osterie, i vecchi laboratori, le case a ringhiera, le chiatte sui navigli. Ma non c’è nostalgia. C’è quel sano realismo, dato dal bianco e nero, che appartiene ai fotografi di quella generazione. Maurizio Galimberti si concentra sulla contemporaneità. Mette in relazione la storia con il presente. Ragiona con sul futuro, sulle nuove costruzioni: palazzo della Regione, Piazza Gae Aulenti e i nuovi grattacieli. E tutto questo è raccontato con il suo linguaggio unico e distintivo: i mosaici in Polaroid. Alla fine viene fuori un’idea di Milano molto variegata. Nessun manifesto a favore del passato, nessun inno al futuro. Milano è tutta lì da vedere e speriamo da amare. Il programma prevede una mostra di Carla Sedini sul disagio abitativo a Milano. Lo scandalo del caro affitti, la precarietà. La convivenza forzata. La forza di andare delle nuove generazioni nonostante le difficoltà. Questa volta, Milano è raccontata tutta dall’interno. Emerge un sentimento forte, mai arrabbiato, sincero dei ragazzi che si sono fatti riprendere nelle “loro” abitazioni. Proprio per questo, le fotografie saranno accompagnate dai commenti dei protagonisti.

Che risonanza sta avendo la location? Quali gli eventi in vista di Expo2015?

Still è visitata dalle persone del quartiere e della zona. Siamo vicini alla Bocconi, allo IULM e a NABA. Quindi molti giovani. Funziona il passaparola. Poi, come detto, Still è anche luogo per incontri e presentazioni. Siamo molto contenti di questa fase di inizio. Su Expo stiamo valutando alcune proposte, ma non vorrei rinunciare a una programmazione autonoma e indipendente.

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