L’insegna luminosa di una Venezia irrazionale

Ma perché quell’incidente visivo del pi greco luminoso e alto cinque metri dal nome di The Irrational City 2.0 deve essere la prima cosa che cittadini e turisti vedono appena giunti alla Stazione di Santa Lucia di Venezia? E’ una città davvero irrazionale quella della Biennale? Saranno i capricci delle acque, le alte e le basse maree, il disordinato svolazzare di troppi piccioni, e l’ininterrotto affluire di turisti armati di impermeabile e stivali di gomma in tutte le stagioni a renderla tale?

I creatori dell’istallazione, gli architetti Paolo Cesaretti e Antonella Dedini, hanno pensato la città lagunare in bilico tra passato, confini e contemporaneità e hanno deciso allora di collocare questo elemento di prepotente rottura nello snodo urbano che segna il limite fra il tempo contemporaneo della terraferma e il tempo sospeso della città. E per vedere questa inaspettata presenza artistica-architettonica amica dell’amibiente (realizzata da Delled utilizzando tecnologia Led di ultima generazione con consumo energetico e impatto ambientale estremamente ridotto), c’è tempo fino a novembre.

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