In tempi di crisi il ricatto del denaro diventa insopportabile

La notizia non è proprio dell’ultima ora ma ancora mi fa riflettere. La squadra di volley di Cisano, provincia di Bergamo, accetta la sponsorizzazione di Scientology per sostenere i maggiori costi del campionato di serie B1 al quale è stata promossa.

È troppo facile fare i moralisti con i debiti degli altri e non intendo schierarmi con i puri indignati. Tutti noi, credo, almeno una volta abbiamo ceduto al ricatto del denaro. Per qualche soldo, magari indispensabile, abbiamo fatto o accettato qualcosa che non ci andava a genio fino in fondo. Abbiamo pagato una visita in nero per risparmiare l’iva, abbiamo accettato una condizione lavorativa un po’ più ingiusta. Ci siamo venduti per un pugno di euro. E c’è chi fa molto peggio.

In tempi di crisi il denaro diventa ancora più arrogante e con più facilità ci piega ai suoi ricatti; arriva ad occupare quasi per intero i nostri pensieri. I giornali ormai ci parlano quasi solo di soldi, da pagare; i datori di lavoro di soldi da tagliare. Anche i familiari ci parlano di soldi, da trovare.

E noi paghiamo, tagliamo, troviamo e, se non ce la facciamo, ci arrangiamo anche con Dianetics.

Il denaro diventa sempre più prepotente e non si accontenta di sottometterci, cosa che ci frusterebbe, ma pretende da noi la stima, che si accetti serenamente la sua tagliola; vuole sentirci dire: è una questione tecnica, di realismo concreto, non c’è altro da fare.

I ricatti, e lo sanno anche i bulletti di quartiere, funzionano fino a che il ricattato ha paura, altrimenti sono solo parole al vento.

Io sono stanco di continuare a sentir parlare di soldi, sono stanco di farmi ricattare. Non sono un eroe e non sono un cretino, comincerò allora dando più spazio nella mia vita a gesti di vera gratuità. Magari serve.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •