Il Sulcis di vecchie tradizioni si rinnova di estetica postmoderna

Se prima erano le cattedrali, i chiostri, i ponti e le grandi mura a definire il carattere delle città che si costruivano attorno ad esse, che facevano di questi “simboli” la propria specificità, adesso, le regole, o forse è meglio parlare di usanze, sono cambiate. I luoghi che vedono storie e genti da millenni si rinnovano, cercano nuove specificità, nuovi colori, nuove attrazioni. E la creatività postmoderna è in prima linea per ridare un nuovo volto e un nuovo tono a strade e piazze che vengono reinventate da artisti, architetti e designers. Ecco cosa ci racconta il Museo d’Arte Contemporanea di Calasetta all’interno della mostra Sulcis Oddity che documenta i primi cinque anni di attività dell’associazione Cherimus (che significa Vogliamo) la cui mission è rilanciare attraverso l’arte contemporanea la regione sarda del Sulcis Iglesiente.

Aperta dal prossimo 3 agosto fino al 29 settembre 2013, la retrospettiva presenta una serie di opere di artisti internazionali che hanno valorizzato il territorio del Sulcis. Nucleo centrale dell’esposizione il piano per il rinnovamento della piazza di Perdaxius, il Comune dove Cherimus ha sede. Divertenti le produzioni audio-video arricchite di contaminazioni musicali dal titolo Chadal (nome di un volatile che dalla Sardegna migra in Senegal) e le opere prodotte durante i workshop didattici per una rivisitazione ludica del presepio dal titolo Niniendi su Pippieddu. L’idea c’è tutta, speriamo che questo mix di tradizione e innovazione estetica funzioni davvero.

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