Il senso del tempo di don Negri, che non perse mai l’entusiasmo dell’inizio

Caro direttore, e così dopo don Fabio Baroncini, don Pigi Bernareggi, Pier Alberto Bertazzi, don “Anas”, Raffaele Tiscar e il grande Luigi Amicone, abbiamo lasciato il 2021 perdendo un altro amico e riferimento, don Luigi Negri. Iniziano a essere tanti, medito fra me e me con pensiero un po’ stupido. Ma poi d’improvviso cambio punto di vista: occorre essere grati del fatto che siano stati così “tanti” gli amici che in vita ci hanno aiutato a tenere la barra dritta, dedicando la loro esistenza a qualcosa (o, meglio, a Qualcuno) che è la speranza per tutti. E così, non dico che mi passa la tristezza, ma almeno essa assume una prospettiva nuova.
Angelo Manzi via email
Ricordo ancora il suo entusiasmo nel raccontare quando, da liceale, conobbe don Giussani e di come quell’incontrò determinasse le sue giornate: «L’intervallo a scuola», disse, «lo trascorrevamo passando di classe in classe a invitare i nostri compagni a venire ai momenti di raduno di Gioventù studentesca». Credo c...

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