Il sadomasochismo è entrato nella fascia grigia. E la schiavitù ci lascia indifferenti

In questi tempi in cui le sfumature di grigio non si contano ha trovato facilmente spazio sui giornali la notizia di una coppia padovana che aveva stipulato un patto di schiavitù consensuale. Lui faceva il padrone, lei la schiava. Le cose sono andate bene fino al divorzio, è stato lì, davanti al giudice, che è saltata fuori la scrittura privata che dettagliava le condizioni dell’accordo.

Ho letto di questo episodio su diverse testate e la cosa che più mi ha sorpreso è stata, ovunque, la totale assenza di qualsiasi valutazione, nemmeno una battuta di spirito. I nostri giornalisti che non perdono mai occasione di farci sapere come la pensano su Monti, Berlusconi, Formigoni, Cl, la trattativa Stato-mafia in questo caso sembrano aver avuto un sussulto di obiettività: pura rendicontazione dei fatti, nessun giudizio.

Segno di professionalità giornalistica? Non scherziamo. È solo che il sado-masochismo è appena entrato, appunto, nella fascia grigia. Non si può più chiamarlo perversione, non si può ancora considerarlo normalità. Ancora qualche tempo e anche questo problema sarà risolto.

Io, che sono un paesanotto che capisce solo di blu, penso che nessuno abbia diritto di vendersi come schiavo, nemmeno della mentalità comune.

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