Il risveglio dell’Italia

A Ravenna una grande mostra racconta la stagione della fioritura dell’arte italiana della seconda metà del Novecento, quando finita la guerra, gli artisti si guardarono intorno ricercando spunti per definire nuove possibilità espressive. Con un occhio di riguardo per la lezione di Picasso

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Apre i battenti il prossimo 13 febbraio al Museo d’Arte della città di Ravenna (Mar), la retrospettiva intitolata “L’Italia s’è desta: 1945-1953. Arte italiana del secondo dopoguerra, da De Chirico a Guttuso, da Fontana a Burri”. Si tratta di una bella pagina di storia dell’arte italiana che ci racconta lo sbocciare dei nuovi fermenti espressivi nel periodo che va dalla fine della seconda guerra mondiale al ’53, l’anno in cui venne organizzata, prima alla galleria Nazionale di Arte Moderna Roma, poi al Palazzo Reale di Milano, una grande mostra dedicata a Picasso, considerato già all’epoca uno dei più importanti – se non il maggiore – artista del Novecento che con la propria arte aveva influito sulle scelte pittoriche degli artisti italiani attivi negli anni Cinquanta, infatuati dal modello Neocubista della sua Guernica.

 

In mostra le opere degli artisti che in quegli otto anni, tra dibattiti culturali, nuovi gruppi e movimenti, hanno dato il loro contributo al decisivo rinnovamento dell’arte nel nostro paese. In quegli anni nascevano, infatti, la “Fondazione Origine” (1949) in ambito romano con Ballocco, Burri, Capogrossi, “il Gruppo dell’Astrattismo Classico” (1950) a Firenze con alla guida Berti e Nativi, lo “Spazialismo” (1947) di Fontana e il “MAC Movimento Arte Concreta” (1950) a Milano e il “Gruppo degli Otto” (con Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato e Vedova) che professava la formula dell’Astratto Concreto.
Protagonisti dell’evento, oltre ai sopracitati, anche coloro che, attivi nella prima metà del secolo, hanno lasciato il loro ultimo contributo in quegli anni, come Morandi, De Pisis, Balla, Carrà, Casorati, De Chirico, Martini, Marini e Manzù. Ampio spazio viene dato anche a personaggi come Carol Rama, Luigi Spazzapan, Antonio Zoran Music, Tancredi, e altri giovani bolognesi come Romiti, Bendini, Vacchi, che hanno portato avanti ricerche personalissime che non possono essere ascritte al “credo” di nessun gruppo ufficiale. E’ dunque un panoramica complessiva quella offerta da questa ricca mostra che, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna e dal Museo d’Arte della città, rimarrà aperta fino al 26 giugno 2011.

 

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