Il presagio di un sentiero verso il futuro di Bruno Pedrosa

Da Fortaleza a Lucca, le opere ridenti di Bruno Pedrosa arrivano in Italia evocando qualcosa di mancante e prendendosi gioco di un futuro scrutato attraverso i segni premonitori del presente.

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Le sue opere colorate dominate da rossi e da gialli che si intrecciano, in modo ora un po’ ritmico, ora un po’ scomposto, ai pochi blu e neri, hanno la forza carioca e ridente del Sudamerica. Con queste Bruno Pedrosa (Cedro, Brasile, 1950), dopo una prima tappa all’Università di Fortaleza (Unifor) – Fondazione Edson Queiroz, sbarca in Italia al Lucca Center of Contemporary Art (Lu.C.C.A) all’interno della retrospettiva intitolata “Presagi” che aprirà le porte al pubblico il prossimo 4 febbraio. Domina il percorso espositivo il tema del “presagio”, inteso come segno premonitore di avvenimenti futuri che invece l’artista destruttura del suo significato tradizionale trasformandolo in simbolo concreto capace di evocare qualcosa di mancante o impossibile da percepire.

Il curatore della mostra, Maurizio Vanni, sottolinea che «Pedrosa, attraverso le sue composizioni, è come se sfidasse il presagio, è come se si prendesse gioco del destino mescolando segni dal sapore antico con intuizioni cromatiche che, in certi casi, non possono ancora esistere in natura. Nelle sue opere, l’indeterminato prende forma di fronte ai nostri occhi e acquisisce un senso soggettivo per coloro che hanno il coraggio di cercare l’essenza di ciò che vedono». Aperta fino al 18 marzo 2012 l’esposizione si sposterà a marzo al Museu do Ingá di Rio de Janeiro.

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