Il Museo del Novecento ci spiega l’arte contemporanea

Per quelli che pensano che ogni tanto l’arte vada spiegata, il Museo del Novecento di Milano, fino al 9 settembre, propone una retrospettiva che invita a gettare lo sguardo sui retroscena dell’arte del XX secolo. Con un titolo che riprende un saggio pubblicato da Bruno Mondadori nel 2006, Tecnica Mista, si snoda tra collage, assemblaggi e fotomontaggi, raccontando come gli artisti contemporanei hanno cominciato a privilegiare nuovi materiali e dispositivi, come la plastica e il video, facendo infine della performance e dell’installazione l’ingrediente base delle loro composizioni.

A catturare l’attenzione tra i vari artisti presenti, Mario Sironi con il suo Venere dei porti (1919) – collage di respiro metafisico realizzato con carta da spolvero, di libro e giornale -, Gabriele de Vecchi e la Scultura da prendere a calci (1960) che invita lo spettatore a intervenire sull’oggetto modificandone l’originale forma di parallelepipedo in schiuma di poliestere, Rossogiallonero (1968) di Carla Accardi, dove i suoi famosi segni vengono tracciati con un pennello a colori acrilici fluorescenti su un supporto in sicofoil, e Alexander Brodsky con Coma (1955), una composizione con terra cruda, ferro, zinco, olio da motore e taniche completata da video a tre canali che fa riflettere sulla decadenza e sulla perdità dell’identità delle metropoli contemporanee.

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