Il Mediterraneo della memoria nelle opere di Roberto Mangú

«Ciò che è stato sarà, purché ce ne ricordiamo» scriveva il poeta Louis Aragon, una filosofia che il pittore andaluso Roberto Mangú adotta nelle sue opere che si riscaldano di ricordi e colori mediterranei, dove il nostro presente si trasforma in un «altro attuale» atemporale, e le forme si installano nella nostra memoria proiettandosi verso il futuro. Ci raccontano proprio del Mediterraneo, del mare blu, dell’oro e della notte calda dei Paesi che lo circondano, le 25 opere di grandi dimensioni protagoniste della mostra Roberto Mangú. Mar Adentro aperta dal prossimo 2 dicembre al 20 gennaio 2013 presso il Museo di Santa Giulia di Brescia.

Si tratta di una riflessione sulla modernità da parte di un protagonista dell’arte contemporanea che, cresciuto intellettualmente a Parigi, riesce a coniugare la natura di spirito libero del meridione e quella di figlio dell’industria Europea, senza trascurare i riferimenti ai grandi maestri del passato: da Van Gogh e i campi di grano della Provenza, da Mirò a Nicolas de Staël, il russo divenuto mediterraneo che non resistette alla unicità tragica di questo mare  sfracellandosi  sulle rocce di Antibes.

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