Il gusto borghese parigino di fine Ottocento si affida al talento italiano

Era il decennio tra gli anni Settanta e Ottanta dell’Ottocento quando una schiera di artisti italiani sbarcò e fece fortuna a Parigi grazie allo straordinario intuito di Adolphe Goupil (1806-1893), mercante d’arte fondatore della prestigiosa Galleria Goupil in Boulevard Montmartre. Grazie al gusto del mecenate una nuova tendenza, che raccolse i consenti dei nuovi ceti borghesi che si avvicinavano alla pittura, si venne a formare, quella relativa alla scelta di opere di piccolo formato, di grande impatto, piacevoli e di facile comprensione, che raccontavano scene di vita quotidinaa e di genere, ambientate in eleganti interni o ombrosi giardini, scene in costume settecentesco o pompeiano, vedute orbane o paesaggi animati. Sono tele che soprattutto i pittori italiani riuscirono a ben comporre, che divennero ben presto molto popolari ed apprezzate addirittura dai critici.

 

Creazioni che tornano per la prima volta insieme all’interno del Palazzo Roverella di Rovigo che, fino al 23 giugno 2013, ospita la mostra Il successo italiano a Parigi negli anni dell’impressionismo: La Maison Goupil. Una retrospettiva nata da una attenta ricerca di opere dislocate ad ogni angolo del pianeta, alcune delle quali non sono mai state esposte, come la Suonatrice di lira di Giovanni Boldini, o che recano ancora timbri e targhette originali della Galleria Parigina. Tra i dipinti a cui prestare maggiore attenzione si annoverano La descente du Vésuve e La route de Naples à Brindisi di Giuseppe de Nittis, e Enfin…seuls! di Edoardo Tofano, opera battezzata proprio così da Goupil che voleva portare l’attenzione non sulla coppia rimasta da sola dopo la festa di matrimonio, ma sulla gioia e sul desiderio di scoperta di una nuova intimità.

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