Il Corriere: De Magistris è il peggior sindaco d’Italia (e la colpa non è della massoneria deviata)

Luigi De Magistris «in due anni è riuscito a percorrere all’indietro la ideale classifica del gradimento» dei sindaci italiani: «Era in cima, adesso è ultimo». Lo ricorda nella pagina dei commenti del Corriere della Sera Fulvio Bufi, che mette in relazione questo dato a un altro fatto solo apparentemente slegato: fra tutti i primi cittadini del Belpaese l’ex magistrato giustiziere è quello che «tiene per sé il più alto numero di deleghe: diciotto».

EPURAZIONI E RETROMARCE. De Magistris, spiega Bufi, fu eletto nel maggio del 2011 perché «piaceva per la sua visione orizzontale dell’attività di governo. Piacevano le sue idee sulle assemblee di popolo, sugli incontri settimanali con i cittadini, sui beni comuni come priorità. Piaceva il suo essere aperto agli antagonisti dei centri sociali come ai cattolici, ai movimenti dei disoccupati come agli imprenditori». Peccato che oggi che al suo attivo, oltre alle 18 deleghe, De Magistris può vantare solo «decine di compromessi e retromarce sul programma, molte epurazioni (dell’originaria giunta sono rimasti soltanto il vicesindaco Sodano e l’assessore alla Scuola Palmieri), un paio di inchieste giudiziarie e poco altro».

NON È COLPA DEI POTERI FORTI. In pratica il sindaco di Napoli, si legge nel commento del Corriere, «si è isolato dalla città che lo aveva creduto un innovatore». E lo ha fatto con le sue proprie mai. Incapace di mantenere la sua promessa di «scassare tutto», si è rinchiuso a Palazzo San Giacomo con «pochi uomini fidati» e i dirigenti ai quali versa «tre milioni e mezzo di premi di risultato. Pure se le casse sono vuote e soprattutto non ci sono i risultati», aggiunge perfido Bufi. E per giustificare tutto questo, purtroppo per De Magistris, «non reggono le continue lamentele di ostracismo da parte di comitati d’affari e poteri forti».

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