Il connubio tra scienza ed estetica nelle elaborazioni pittoriche di Elisa Cella

Secondo il biologo Richard Dawkins «la biologia è lo studio di organismi complessi che sembrano essere stati disegnati per uno scopo preciso». E l’artista Elisa Cella ne ha fatto un punto di partenza per la sua mostra Bio, costruita interamente su un fitto dialogo tra categorie scientifiche ed estetiche incarnate dalle sue elaborazioni pittoriche. Cellule che fioriscono, che si aprono liberando molecole, fluttuano sul fondo bianco delle tele, creando un universo visivo che richiama per certi versi il lavoro pittorico di Wassily Kandinskij. L’occhio dell’artista si allinea a quello dello scienziato, al quale il microscopio ha permesso di sondare mondi prima impensabili, che adesso solo l’artista riesce a reinterpretare e a raccontare dal suo punto di vista.

È un percorso complesso che ci ricorda che il mondo non è solo quello che vediamo, ma anche quello che spesso è troppo piccolo per essere visto, che la ragione e il pensiero spesso devono fare un passo indietro e dimenticare ogni categoria e metodo per lasciare il posto alle sensazioni basilari, per certi versi primordiali, che ci rendono coscienti del nostro essere “viventi”. I lavori, visibili dal prossimo 28 novembre presso lo spazio City Art di Milano, eseguiti con la perizia di uno scienziato, sono scanditi da colori contrastanti e forti, che rendono l’insieme piacevole alla vista, ma allo stesso tempo instabile, come avviene nella microbiologia, dove gli organismi sono resi visibili solo grazie ai liquidi che contrastano con loro.

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