Il condannato è De Benedetti e Repubblica torna sobria e garantista

Franco e Carlo De Benedetti, quest’ultimo proprietario del Gruppo Espresso, sono stati condannati in primo grado a 5 anni e due mesi per lesioni ed omicidio colposi nel processo per le morti di amianto fra gli ex operai Olivetti. La sentenza non è definitiva, trattandosi del processo di primo grado. Forse per la prima volta Repubblica, dovendo trattare del suo proprietario, ha deciso di tenere una linea sobria e garantista, come si dovrebbe sempre fare. Scrive il Foglio:

«Ne abbiamo visti a frotte, di processi e condanne in primo grado poi svaporati. Però, in base al famoso “metodo Repubblica” per la cronaca giudiziaria, ci saremmo aspettati ieri, e ci aspetteremmo per giorni interi, titoli di fuoco, editoriali intinti nell’esecrazione, feroci applausi alla giustizia finalmente compiuta (sempre in primo grado: ricordarlo). Ovvero ci si aspetterebbe ciò che il quotidiano di Casa De Benedetti, e poi tanti su0i epigoni minori, hanno fatto per decenni per ogni caso di cronaca sul quale poter spalmare la propria indignazione un tanto al chilo, soprattutto ogni volta che di mezzo ci fosse un nemico politico, o anche magari editoriale».

Sarebbe ora, conclude il Foglio, che «il “metodo Repubblica” andasse in pensione per tutti, e una volta per tutte». Non a intermittenza:

«Come è capitato per l’ultimo “scooppone” dell’Espresso, settimanale della ditta, che a lungo ci raccontò le “grandi evasioni ed elusioni fiscali”, “moralmente deplorevoli”, dei Panama Papers. Tranne poi trovare nelle liste di proscrizione da pubblicare il nome di Rodolfo De Benedetti. Cosicché, a poco a poco, il “più grande scandalo finanziario di tutti i tempi” s’è sgonfiato. Questioni di metodo».

Foto Ansa

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