Il Chiostro del Bramante ospita il “casato” dei Brueghel, meravigliosi maestri fiamminghi

Quale “maestro spirituale” e capostipite di virtuose generazioni di pittori, Pieter Brueghel il Vecchio immerse tutto il suo estro pittorico all’interno della pittura di paesaggio, che elaborò in chiave onirica raccontando di un rapporto quasi idilliaco tra uomo e natura, attraverso scene di danze contadine e proverbi figurati che aprirono le porte della modernità alla pittura fiamminga. I suoi dipinti simbolo della bellezza del mondo agreste assunsero una forte valenza educativa per i figli Pieter il Giovane (1564 –1638) e Jan il Vecchio (1568 – 1625), il primo dei quali ricalcò fedelmente le orme del padre, realizzando spesso delle vere e proprie copie, il secondo, detto il pittore “dei velluti” per il suo prezioso tocco di mano, si dimostrò più orientato al rinnovamento stilistico, diventando il punto di riferimento per gli artisti “bruegheliani” a lui successori.

Il racconto del “casato” Brueghel si perde non solo in un lungo arco di tempo, per circa 150 anni di generazioni, ma anche nello spazio, essendo le opere dislocate nelle collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. Ma ammirarne un certo numero tutte insieme non è certo una utopia. Fino al 2 giugno 2013, infatti, al Chiostro del Bramante, nel cuore di Roma, è possibile gustare oltre cento opere tra le creazioni della dinastia bruegheliana e quelle degli artisti a loro contemporanei o che con loro instaurarono un qualunque rapporto professionale, per esempio quello con Hieronymus Bosch che con Pieter il Vecchio condivide una visione disincantata dell’umanità che ha segnato la storia dellarte europea dei secoli a venire. Dal titolo Brueghel. Meraviglie dellʼarte fiamminga, l’esposizione romana presenta composizioni come l’incantevole notturno intitolato La Resurrezione (1563) di Pieter Brueghel il Vecchio, la splendida Trappola per uccelli (1605) e Gli Adulatori (1592) di Pieter il Giovane che, con tinta di atmosfere forti e decise racchiude in sé tutte le peculiarità del Barocco Fiammingo, e  La Tentazione di Sant’Antonio nel bosco (1595 ca.) di Jan Brueghel il Vecchio.

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