Identità, sogni e stordimento negli scatti di Ed Templeton

Che aspetto abbiamo quando dormiamo? E’ una curiosità strana, forse un po’ morbosa, che prima o poi sfiora le nostre menti che si chiedono come sarebbe vedere noi stessi rapiti da quel “coma” tanto naturale quanto indispensabile per vivere. Ed è ancora più interessante scrutare gli altri mentre dormono, mentre perdono per qualche momento la coscienza fisica del sé lasciando spazio a sogni e desideri; e quale mezzo più adatto se non la fotografia per catturare quest’attimo dal fascino privato e voyeuristico? Spinto dal solo istinto, Ed Templeton, di scatti a soggetti dormienti (e non), ne ha fatti, cogliendo in totale libertà la purezza di un momento tanto reale quanto universale.

Si tratto dello stesso Templeton noto per la sua attività di skateboarder professionista (fondatore del marchio Toy Machine), che al di là del mondo degli skaters, si cimenta nell’arte della pittura, della grafica e soprattutto della fotografia. Protagonista della retrospettiva Ed Templeton: A Gentle Collision, aperta fino al 22 novembre 2013 presso la Jerome Zodo Contemporary di Milano, questo versatile personaggio californiano – classe 1972 – ci trasporta (tra sette opere singole e tre istallazioni) nel suo mondo visto da un’obiettivo, dove i colori sono quelli di grandi artisti come Egon Schiele e Jean-Michel Basquiat, e i sapori quelli dei ragazzi del presente alla disperata ricerca di una identità, tra ozi, giochi, viaggi e stordimenti.

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