I siti e i giornali pieni di donne nude. L’occasione buona per comporre un capolavoro

È iniziata l’estate e, ovunque mi giri con il mio cannocchiale, non vedo altro che tette e culi. Ogni pagina di giornale, web o cartacea che sia, mostra il bikini di questa o di quella. Dappertutto fanno capolino capezzoli birichini e, in mancanza di coraggio, si fanno fotogallery anche sulle minigonne delle ministre francesi.

Essendo un fantasista come Cassano non mi indigno, non darò vita al movimento d’opinione “Occupy Play Boy” e nemmeno andrò a “Pugnetti Park” insieme a Saviano.

Al contrario gioisco e mi rallegro perché vedo nascere l’alba di una grande stagione della letteratura italiana. Pensate che sia pazzo? No, amici, non nascondiamoci dietro un tanga. Ammettiamolo. I più grandi capolavori della letteratura italiana sono nati sotto effetto della gnocca.

Dante, a furia di andar dietro a una certa Beatrice è finito in Paradiso; Petrarca ha dedicato a una tal Laura una fotogallery che si chiama “Il Canzoniere”; perfino Leopardi ha fatto quello che ha fatto per far colpo su una velina di nome Silvia.

In virtù quindi di un semplice sillogismo: più gnocca gira, più cresce la letteratura italiana. È banale statistica.

Come sempre il problema sta nel manico: se di fronte a una farfallina fai pensieri lascivi invece di comporre una poesia immortale sei tu quello che ha dei problemi, non la povera divetta.

Per quello che mi riguarda passerò l’estate a cercare ispirazione per un capolavoro imperituro.

 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •