I segni letterali di Jacques Villeglé

Racconti criptati, graffiti enigmatici e manifesti strappati. I simboli dell’arte di Jacques Villeglé ci raccontano il percorso dell’ottantacinquenne pittore bretone dalla grande passione per lettere e alfabeti

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Artista di lunga vita ed esperienza, l’ottantacinquenne di origine bretone Jacques Mahé de la Villeglé, Nouveau Realista innamorato della lettera nel suo senso letterale, approda al Centro culturale altinate di San Gaetano (Pd) che, dal prossimo 26 gennaio e fino all’11 marzo 2012, gli dedica una retrospettiva che ripercorre con circa 150 opere più di 50 anni di pittoriche creazioni. Dal titolo “Lettere e frammenti. Un percorso nella scrittura di Jacques Villeglé“, la mostra padovana si snoda tra i primi décollages d’affiches degli anni ’60 ai manifesti strappati del 2000, ai segni socio-politici delle composizioni più recenti.


Segni linguistici, accenti fonici, giochi di sillabe e lettere, sono questi i punti di forza della pittura di Villeglé, padre, insieme a Raymond Hains, di una forma di linguaggio costruita su una teoria dell’urgenza e del ratto che li ha condotti a realizzare un’opera, Ach Alma Manetro, composta da fogli lacerati da mani anonime che formano un alfabeto ellittico dal significato sfumato dall’usura del tempo e dal vandalismo comune. E la parola “comune” incarna anche il concetto di anonimato, il rifiuto di firmare le proprie opere sposato dall’artista che, operando da sociologo, tenta di entrare attraverso le lettere in quel mondo enigmatico in cui viviamo.

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