I lumi dell’inventiva al Museo Poldi Pezzoli

La nuova mostra è dedicata a un oggetto – la candela – che illumina le menti di architetti, designer e artisti, da sempre affascinati da quella sua misteriosa semplicità di fare luce con il fuoco.

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È originale sia nel titolo (Fare Lume. Candele tra arte e design) sia nell’allestimento la nuova mostra del Museo Poldi Pezzoli di Milano, in cartellone fino al 21 maggio che, sempre in linea con una filosofia che abbraccia tradizione, arte e design, porta alla ribalta uno strumento che da secoli illumina, nel vero senso della parola, le nostre case: la candela. Si tratta di un oggetto solo apparentemente di altri tempi, amato da romantici, collezionisti, minimalisti, un oggetto che ha ispirato designer e pittori che lo hanno investito spesso dei piu diversi significati simbolici (la candela fonte di luce divina nelle opere di Georges de La Tour, ad esempio). Ma questa volta è il suo uso quotidiano a troneggiare nelle sale dell’elegante casa museo milanese, grazie ad una cinquantina di lumi, lumini, candele e candelieri e di opere d’arte contemporanea tra pittura, scultura e installazioni che ci raccontano i modi in cui questo marchingegno riesce a fare luce.


La retrospettiva prende il via nel Salone dell’Affresco, con una serie di candele progettate da noti designer e accostate a opere di artisti contemporanei tra cui spicca Candele di Michelangelo Pistoletto. Tra le invenzioni piu originali Le Morandine di Sonia Pedrazzini ispirate alle nature morte di Giorgio Morandi, l’orologio olfattivo per non vedenti Scented Time progettato da Sovrappensiero Design Studio e le candele di Ontwerpduo, Alessandra Baldereschi e Nathalie Dewez. Nella Sala Trivulzio i protagonisti saranno invece oggetti che alludono all’immagine e alla forma della candela, come la lampada di Marcel Wanders che si accende soffiando su una lampadina a forma di fiamma. Il percorso si conclude nella Sala del Collezionista con una selezione di oggetti tradizionali, come i candelieri, che stanno ritornando in auge proprio in questi anni grazie ai progetti di architetti come O. M. Ungers e Richard Meier, di grandi maestri del design come Bruno Munari e Philippe Starck, e dei nuovi protagonisti della scena internazionale, come Giulio Iacchetti, Ora-ïto, Maarten Baas e Donata Paruccini.

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