I Brueghel, una straordinaria famiglia di pittori a Villa Olmo

A trionfare nell’elegante villa affacciata sul lago di Como, la dinastia che ha fatto la scuola fiamminga del XVI e XVII secolo: i Brueghel, da Pieter il Vecchio ad Abraham, l’ultimo discendente del “casato” di questi straordinari artisti.

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Per chi ama le maniere gotiche, i dettagli curati alla minima perfezione e i volti e i gesti manieristicamente caratterizzati, la mostra da poco inaugurata nella splendida cornice di Villa Olmo a Como (La dinastia Brueghel, fino al 29 luglio 2012) è un evento assolutamente da non perdere. Protagonista l’intera dinastia, da generazione a generazione, dei Brueghel, dal vecchio Pieter al giovane Abraham, straordinari maestri fiamminghi che hanno fatto scuola con le loro opere che toccano, tra il XVI e il XVII secolo, i vertici contrapposti dell’umanesimo rinascimentale e del manierismo antirinascimentale. Ad accompagnare i Brueghel
lo splendido capolavoro, per la prima volta in italia, di Hieronymus Bosch – I sette peccati capitali – attorno a cui ruota l’intera esposizione. È bappunto a Bosch che i Brueghel si sono ispirati per la resa di dipinti concepiti come delle vere e proprie opere narrative, in grado di rappresentare in un unico spazio eventi – “lontani” nei luoghi e nei tempi – altrimenti incompatibili.

A dare il via a questa straordinaria famiglia di pittori è Pieter Bruegel
il Vecchio (1520/25-1569, detto Pieter Brueghel I), di cui qui si ammira in particolare La Risurrezione, un’opera suggestiva dove il particolare dello scorcio del paese in lontananza sulla destra cattura quasi immediatamente il nostro sguardo che, abbandonano quel bellissimo Cristo trionfante risorto, viene trascinato in questo vortice ultraprospettico. Figlio di Pieter Brueghel I è Pieter Brueghel il Giovane (1564-1637/8, detto Pieter Brueghel II) che si distinse per una tecnica eccellente, di maniera, a volte con rimandi quasi caricaturali e sarcastici. Lascia stizziti quel Paradiso terrestre fitto delle piu diverse specie di animali e di una vegetazione resa quasi con l’ausilio di una lente di ingrandimento e sembra quasi di scuola italiana quell’Allegoria dell’amore. Seguono le opere di Jan Brueghel il Vecchio (1568-1625, detto Jan Brueghel I) amante dei paesaggi di piccole dimensioni, quelle di Jan Brueghel il Giovane (1601-1678, detto Jan Brueghel II) e dei suoi undici figli, cinque dei quali anch’essi pittori, da Jan Peter Brueghel (1625-1680 ca.) che si dedicò al genere floreale, ad Abraham Brueghel (1631-1697), pittore di paesaggi e nature morte con fiori e frutta, dove termina questo viaggio tra creazioni con un pedigree di tutto rispetto.

 

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