Hassan Hajjaj, un fotografo tra odalische e scarpe Nike

Arrivano al Superstudio Più di Milano gli scatti del fotografo marocchino che deciso di rilanciare il suo paese proponendo inimmaginabili accostamenti tra culture solo apparentemente lontane.

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Strizza l’occhio sotto il velo la misteriosa ragazza ritratta da Hassan Hajjaj, come a volerci raccomandare il fotografo marocchino che l’ha immortalata catturandone in un solo istante l’energia, il temperamento e il carattere vivace. Come lei altri numerosi personaggi invadono lo spazio fotografico del Superstudio Più di Milano che, in occasione del MIA Milan Image Art Fair e con la Galleria OltreDimore, presenta un focus su colui che è stato soprannominato l’Andy Warhol di Marrakech (Dal 4 al 6 maggio 2012). Padre di quelle immagini colorate che ci raccontano la cultura nordafricana del suk, ossia il mercato marocchino – quello spazio che, alla pari di molte piazze italiane, diventa il luogo privilegiato di socializzazione, interazione e scambio – Hassan ha un obiettivo ben chiaro: rilanciare il suo paese di origine e cancellare gli stereotipi ancora diffusi.


Per far questo si serve di una buona dose di ironia accostando a immagini tipiche, come quella dell’odalisca, simbolo dell’oriente del XIX secolo, gli “accessori” e le icone consumistiche dei nostri giorni, vestendo i suoi modelli con imitazioni di Louis Vuitton, Gucci, Nike e Adidas. Ecco che gli elementi tipici di culture diverse si stringono la mano e si integrano dando vita a un ambiente nuovo e avvolgente. Anche la cornice, composta da lattine, saponette e confezioni di fiammiferi, svolge una sua parte da protagonista, completando a pieno titolo il racconto che si svolge al suo interno.

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