Galan si candida alle primarie del Pdl. Guazzabuglio con sorpresa (leggasi: lista civica Berlusconi)

Giancarlo Galan ha acceso la miccia che potrebbe innescare la bomba delle primarie in casa Pdl.
Dopo l’annuncio di Angelino Alfano che ha lanciato i gazebi del partito del predellino, si sono mosse solo (auto)candidature che rasentano il folklore. È il caso dell’istrionismo sboccato del critico dell’arte – e dell’universo mondo – Vittorio Sgarbi, della pasionaria Daniela Santanchè, e della fantomatica lista cani&catti di Maria Vittoria Brambilla.

Quella di Galan è la prima candidatura politica che si contrappone a quella di Alfano. Una discesa in campo dichiaratamente “liberale”, che accusa implicitamente il segretario di democristianismo. Un carattere della figura pubblica dell’ex Guardasigilli che fa storcere il naso a molti fra gli azzurri. L’ala liberale del partito ha accolto interlocutoriamente la scelta di Galan. Che pare si sia consultato con Antonio Martino. Con l’allievo di Milton Friedman e con l’ex forzista Giuseppe Moles, Galan parteciperà intanto alla manifestazione nazionale che il Tea Party Italia ha convocato per sabato a Venezia.

Ma l’ex governatore veneto potrebbe aver aperto la strada ad altri come lui, pronti a ritagliarsi un posto sotto i riflettori della ribalta in un clima che per il partito è da fine impero. Quel che preoccupa Alfano, ma soprattutto impensierisce Silvio Berlusconi, è la possibilità che prenda quota una credibile candidatura proveniente dalle fila del gruppo di An. Venerdì scorso, nel corso della direzione nazionale, Ignazio La Russa avrebbe ammonito gli azzurri: «Se crolla tutto, noi un partito lo tiriamo su in una settimana, voi ci mettete anni». Il nome che circola con insistenza è quello di Giorgia Meloni. Se sostenuta compattamente dalla sua area di riferimento, per capacità di mobilitazione dei militanti verso i gazebi, Meloni potrebbe disturbare seriamente i sonni di Alfano. E se dovesse addirittura vincere, un successo oggi così inaspettato potrebbe essere latore della definitiva disgregazione del Pdl.

Anche per questo motivo il Cavaliere non avrebbe abbandonato l’idea di una sua “lista civica”. Senza nessun politico di professione, e da presentarsi al ridosso delle prossime elezioni, in modo da evitare qualunque tipo di assalto alla diligenza. Uno scenario che cozzerebbe con la tempistica delle primarie alfaniane, e che sembra sia all’origini di una più che latente tensione tra i due leader del partito.

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