Fumetto – Zerocalcare e la guerra a fumetti

cover-kobane-callingLa politica estera è un argomento complesso da descrivere e da spiegare nelle sue molteplici sfaccettature. Ma raccontare di conflitti lontani tra complesse faide e spaccature interne a comunità di milioni di persone, facenti parte di un complesso sociale distante da quello tradizionale occidentale, utilizzando solo fumetti, vignette e un pizzico di romanesco e di azzeccate battute, è ancora più difficile. Eppure, Zerocalcare con il suo Kobane Calling è riuscito nell’impresa di parlare di ISIS e guerra in Siria focalizzandosi sui curdi e sulla loro lenta, ma incisiva, opera di ricostruzione e di fondazione democratica, uno sviluppo silenzioso e sempre stato sottotraccia, travolto, mediaticamente e non solo, dalla voce grossa di Erdogan, i neri califfi e i fondi sauditi.

Dell’autore romano avevamo già parlato, non proprio bene, in quest’occasione, ma avevamo molto apprezzato il suo primo, intenso reportage uscito per l’Internazionale. Partendo da quel primo episodio, aggiungendone un altro sempre per l’edicola, e scrivendo e disegnando 200 nuove tavole, Zerocalcare firma Kobane Calling, un poderoso cartonato edito da Bao Publishing. Col suo tipico modus narrativo – brevi capitoletti che girano attorno ad una problematica ben precisa – l’autore ci porta per mano in una brutta e sporca guerra, come tutte d’altronde. Qui però emerge con forza il contrasto, non solo per la brutale contemporaneità degli eventi, ma anche per il tenero e dolce realismo che Zerocalcare utilizza per raccontare a tutti, dall’analista politico all’uomo della strada, questo complesso conflitto, fatto di donne, uomini e ideali. In particolare, l’autore non ha paura di utilizzare il suo classico tono autobiografico sottolineando la sua totale inadeguatezza di fronte alla portata di eventi storici. Proprio questo realismo portato fin quasi all’esasperazione è la cifra del volume, un rapporto di amicizia tra guerra lontana e pace interiore. Allo zerocalcare_kobane-calling_04bstesso tempo, viene esplicitato quanto questa distanza tra le nostre vite agiate e le pericolose esistenze curde crei un abisso quasi invalicabile per capire la realtà. Abisso che Zero colma abilmente con la sua narrativa agile e il confronto con la sua amata Rebibbia.

Il romanzo è un ottimo esempio di graphic journalism, ovvero di reportage a fumetti, nonostante Zerocalcare non voglia accostarsi a mostri sacri come Joe Sacco e Guy Delisle. In effetti, il suo tocco scanzonato e la sua precisa presa di posizione non permettono di catalogarlo completamente nel genere. Ma l’approccio e l’umanità sono perfette per lo scopo: il lettore scopre che conoscere mondi distanti e complessi è alla portata di tutti, e che la repubblica di Rojava, schiacciata dalle megalomanie dei moderni califfati vicini, è stata capace di creare un avanzato sistema democratico, basato sull’uguaglianza dei sessi e sul rispetto reciproco. Un esempio nuovo e inedito, non solo in Medio Oriente, ma anche per le nostre democrazie occidentali.

Kobane Calling, di Zerocalcare, b/n 272 pagine, 19×26, 20€, in tutte le librerie

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •