Fotografia – Volti, parole e Sicilia negli scatti di Ferdinando Scianna

Se il suo grande amico Leonardo Sciascia lo ha definito un “fotografo nato”, Ferdinando Scianna preferisce auto-definirsi un “fotografo-fotografo”, sottolineando con questa ripetizione rafforzativa non solo una forte sicilianità, raccontata amabilmente dai suoi scatti, ma soprattutto il suo grande amore per quest’arte che ha il potere di fissare in uno scatto la densità di un istante irripetibile. Nato a Bagheria nel 1943 e con alle spalle ben cinquant’anni di carriera, questo protagonista della fotografia contemporanea ha girato il mondo in lungo e in largo lavorando, inizialmente, sia come fotoreporter, che come inviato speciale del settimanale – ormai non più in uscita – L’Europeo. Ha conosciuto professionisti della sua stessa materia come Henri Cartier-Bresson e si è anche affermato come uno dei fotografi più richiesti del mondo della moda.

Ma oltre alle immagini fotografiche, Scianna si è molto dedicato alla scrittura – dati i suoi trascorsi giornalistici e le sue amicizie con i letterati – dando così pari valore ad immagini e parole, un tema che è molto forte nella sua mostra Emilio e altri siciliani, aperta fino al 9 marzo 2014 presso l’ex stazione ferroviaria di Barcellona Pozzo di Gotto (Me). La rassegna è la prima esposizione del progetto Passaggi di testimone che prevede un’intensa attività espostiva a cura di Marco Bazzini, personaggio di rilievo nel panorama dell’arte contemporanea, e raccoglie una trentina di ritratti di conterranei di Scianna, selezionati per l’importanza del rapporto di amicizia, ammirazione e stima, come Leonardo Sciascia, Vincenzo Consolo, Sebastiano Addamo, ed Emilio Isgrò a cui è dedicato un nucleo più ampio a testimonianza diel più lungo rapporto durato nel tempo.

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