Fotografia – Tempi e concetti fissati negli scatti di Hiroshi Sugimoto

El-Capitan-Hollywood-1993_new-250x250E’ uno dei più grandi interpreti della fotografia contemporanea internazionale Hiroshi Sugimoto (Tokyo, 1948), i cui scatti racchiudono un’interesse meditativo verso il passato, verso quel tempo tramontato e fissato dall’obiettivo. Come afferma Filippo Maggia, curatore della mostra Hiroshi Sugimoto. Stop Time (Foro Boario di Modena dal prossimo 8 marzo fino al 7 giugno 2015), che ripercorre l’intera carriera del maestro giapponese della fotografia, <<A caratterizzare la pratica artistica di Sugimoto sono l’indagine del passato e la necessità di raffigurare il tempo dandogli corpo attraverso la fotografia. L’approccio dell’artista è meditabondo, lento, giustamente prudente: d’altronde, per sentire il tempo occorre averne piena coscienza e rispetto. Ripercorrendo la carriera di Sugimoto a ritroso, risulta evidente come la sua non sia altro che un’incessante sfida alle potenzialità che la fotografia offre all’artista, come tecnica, linguaggio e strumento di interpretazione del mondo, accompagnata ad un’altrettanto approfondita pratica di altre discipline, come il design e l’architettura>>.

Birds-of-South-Georgia-2012-250x250E infatti Sugimoto, lasciato il Giappone appena ventenne, è volato a Los Angeles per studiare arte, in un periodo in cui regnavano il Minimalismo e l’Arte Concettuale, correnti che hanno molto segnato il suo percorso di crescita, e inevitabilmente, le sue fotografie. Se osserviamo i suoi scatti notiamo quella severa serialità tipica dell’arte minimal. Minimali anche quegli orizzonti marini, calmi e piatti, come osservati da una finestra isolata e lontana. Trionfa il concetto nelle sue scale fredde e bianche, mentre le recenti fotografie ‘out-of-focus’ (fuori fuoco) sono dedicate alle icone dell’architettura modernista( si tratta del nucleo di opere della serie Architecture, in corso dal 1997). Dell’oriente l’artista conserva il rigore metodologico, quella meticolosa perfezione da inseguire per dar vita alle sue stampe.

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