Fotografia – Le vedute intrise di mistero di Axel Hütte

Nel Romanticismo tedesco la natura si rivela attraverso l’immaginazione. E’ un concetto che molto affascina Axel Hütte, fotografo classe 1951 appartenente alla cosiddetta “scuola di Düsseldorf”, che attraverso i suoi scatti rivela un interesse profondo per il paesaggio urbano e, soprattutto, naturale. Le vedute da lui immortalate sono intrise di mistero: per catturarle l’artista ha dovuto viaggiare ai confini del mondo, dall’Alaska alle Hawai, per catturare qualcosa che non era mai stato fotografato prima. Protagonista dal prossimo 12 aprile fino al 29 giugno 2014 della retrospettiva Axel Hütte. Fantasmi e realtà presso il Foro Boario di Modena, il fotografo di Essen mostra ai nostri occhi le sue peculiarità attraverso 20 opere di grandi dimensioni selezionate dalle serie Glaciers (1997 – 2002), Water Reflection (1998 – 2007), Caves (2008) e dalla più recente New Mountains (2011- 2013) dalla quale sono state estrapolate delle immagini scattate presso l’Appennino modenese, finora inedite.

E se nella serie più antica l’artista racconta di paesaggi distanti e irreali, dominati dalla luce fredda e bianca degli orizzonti del nord e dalla trasparenza blu dei ghiacci, in quella dedicata all’acqua si è catturati da un gioco di specchi che ci invita ad immergerci in un mondo che sembra vero, ma che in realtà è soltanto un riflesso. La penultima serie racconta di montagne incantate, mentre l’ultima vede come protagonista la luce in un territorio – catturato da un punto di vista spesso a volo d’uccello – dove nuvole scure, nebbia e vapore trasformano, agli occhi dell’osservatore, la realtà di un paesaggio nel fantasma di se stesso.

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