Fotografia – L’attenzione per gli invisibili negli scatti di Sergio Larrain

PAR84088E’ la prima volta in Italia per il fotografo cileno Sergio Larrain (1931-2012), protagonista, da oggi fino al 9 novembre 2014, di una retrospettiva – comprodotta da Magnum Photos e dalla Fondation Henri Cartier-Bresson e patrocinata dall’Ambasciata del Cile in Italia – allestita presso le sale delle Cantine del Forte di Bard, in Valle d’Aosta. Benché sia vissuto a lungo e scomparso soltanto da un paio di anni, la sua attività si interruppe nel 1978, quando Larrain capì che più che un senso di libertà, quel mestiere gli causava una sempre maggiore alienazione. E fu così chem dopo tanti viaggi in giro per il mondo ed apprezzamenti anche da parte di Henri Cartier-Bresson, decise di ritirarsi nella campagna cilena ad insegnare yoga e disegno e a scrivere per sensibilizzare e spingere le persone ad agire per migliorare le condizioni dell’umanità, da lui ritenute pessime.

PAR51831Per questi motivi, la mostra valdostana, intitolata Vagabondages, raccoglie 127 scatti realizzati nel periodo di maggior produzione del fotografo, quello che va dal 1950 al 1964. Le opere sono accompagnate da quattro disegni e quattro scritti originali del protagonista, oltre a cinque riviste, sei scatti vintage, quattro libri, e due filmati. I soggetti sono stati immortalati con passione e svelano l’occhio attento, poetico e libero da qualsiasi convenzione dell’artista, secondo cui una buona immagine nasce soltanto da uno stato di grazia. Protagonisti sono i bambini abbandonati, le persone umili e dimenticate ai margini della società, quei soggetti che nel viver quotidiano possono essere ascritti alla categoria degli invisibili, ma che in realtà ci sono, con i loro bisogni e con la propria identità, e con un forte desiderio di raccontarci la loro storia.

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